18 marzo 2007: l"incipit


"Vieni a fare un giro dentro di me
o questo fuoco
si consumerà da sè.
E se una vita finisce qua
quest'altra vita
presto comincerà"

Con parole di altri (gli Afterhours), apro questo blog, con il fuoco che spero non si spenga mai.
Ho scritto molte parole, forse inutili o banali, o forse interessanti, irriverenti e divertenti.Le ho pubblicate altrove, ma a volte capita che dopo una giornata al mare si torni a casa solo con la sabbia nelle scarpe.
Ecco spiegato, quindi, il perchè di post retrodatati.
E' iniziata anche questa avventura..davanti, l'orizzonte. Sconosciuto. E per questo, assolutamente elettrizzante!
Buona lettura a tutti!


10 luglio 2006

Mauro Di Maggio: l'intervista



Poetico, intimista, simpatico, ironico, coraggioso, bravo.
Potremmo aggiungerne altri di aggettivi che vanno a descrivere questo ragazzo di 29 anni, Mauro Di Maggio, uscito la scorsa primavera con il terzo album, “Amore di ogni mia avventura”.
Lo incontro telefonicamente, una lunga chiacchierata ricca di spunti interessanti per conoscere meglio colui che è stato definito “il Battisti”del 2000.

Tre album e tre successi. Nel tempo non ti sei snaturato, ma appari più maturo e più completo. Come ci sei riuscito? Come è nato questo terzo bellissimo album?
Rimanendo sempre quello che sono e restando convinto che l’unica tipologia di musica che posso fare sia esattamente quella che faccio. Un altro genere non mi apparterrebbe e non lo sentirei mio, anche se magari mi porterebbe maggiori vantaggi.
Pensa che questo album l’ho registrato tre volte, perché non ero mai contento! È giusto, infatti, parlando con altre persone, dare loro ascolto, accettare gli eventuali consigli, ma capita anche spesso che dimostro che avevo ragione io. E lo dimostro a me stesso, perché poi chiaramente chi ci mette la faccia sono io, chi ci mette la voce sono io, per cui…per fortuna, però, mi hanno sempre messo nella posizione di poter rifiutare altre cose o comunque di potermi esprimere come sentivo.
Con questo disco ho avuto questa fortuna, cioè d’aver capito veramente che solamente a me stesso devo render conto; ad esempio, “Mia superstar” è una canzone che è venuta in quel momento.

Tema portante dell’album è l’Amore. Ma non è solo l’amore di coppia. Che tipo di amore è quello a cui ti riferisci?
La tua avventura più amata?

L’amore che viene descritto in “Amore di ogni mia avventura” -ma poi anche in altre canzoni del disco- è inteso come quella forza, quella risorsa che abbiamo e che ci permette di affrontare ogni cosa nella vita, gioia o dolore che sia. È quindi un tipo di amore che non può essere circoscritto solo a quello tra due persone, ma che deve esser esteso anche ad altre cose, come alla vita.
L’amore che intendo io è quello che ti accompagna in ogni vicenda dell’esistenza; bisogna poi avere il coraggio e la forza di non aver paura davanti agli ostacoli che ti si pongono davanti. E con questo tipo di amore potrebbe essere più semplice.

Nell’album “In ogni forma” ti sei definito “uno che scappa sempre da ogni storia che lega le caviglie”. Eppure oggi parli d’Amore. Hai trovato nel frattempo quello con la A maiuscola e ti sei convertito al suo potere?
Non è che mi sono convertito, chiaramente; ma è altrettanto chiaro che ogni canzone non racconta la vita intera, ma solo un periodo, una sua fase. È ovvio che nella vita le cose cambiano, però il concetto dell’amore che è descritto in “Amore di ogni mia avventura” non è diverso da quello di “In ogni forma”; né più né meno, entrambi i pezzi raccontano una storia ed il mio ruolo in quella specifica storia, caratterizzato sempre dalla libertà di fare qualsiasi cosa, rimanendo tuttavia costantemente nella posizione di una persona che ama.
Senza contare che il fatto che c’è chi scappa sempre da chi gli lega le caviglie è vero; è sicuramente autobiografico, dato che prima ero una persona che scappava da quella tipologia di storia. Però credo sia un atteggiamento comune!
Il concetto dell’amore resta sempre lo stesso per me, rimane cioè in ogni caso il motore che mi permette di affrontare qualsiasi situazione.

Ma torniamo a questo ultimo tuo disco. “Altre mani su di me” racconta la fine di una storia, in “Mi sembra ancora” richiami a gran voce qualcuno di importante ma che non è più con te. Nell’amore c’è anche, naturalmente, questo aspetto. Tuttavia non si percepisce mai malinconia nei tuoi pezzi. Come ti poni davanti alla fine naturale delle cose?
La mia è sicuramente una visione positiva delle cose, vedo tutto dal lato illuminato, cerco di mettere la positività in ogni cosa che vivo. Ho sempre vissuto così; accetto le cose, sempre, gli eventi, compresi quelli brutti. Come un ulteriore insegnamento, come un’altra esperienza da vivere per poter incrementare la propria vita con le cose che ti sono accadute, anche se brutte; questo, tuttavia, non vuol dire vivere le cose con candore. Sono consapevole che le cose non dipendono da me e che non posso gestirle totalmente, per cui mi metto al di sotto degli eventi e li vivo con attimi di inconsapevolezza e consapevolezza insieme, dipendenti entrambi proprio dalla mia impossibilità gestire completamente la vita.
Prendo tutto come un insegnamento, come un’esperienza, da poter in ogni caso trasformare in qualcosa di positivo; in fondo è anche un modo per riuscire a stare meglio, no? Perché, in fondo, se si riesce a dare una spiegazione anche alle cose brutte, anche se non ci si rassegna, si vive meglio, razionalizzandole ed acquisendole.
In “Per un solo respiro”, dici di ascoltare sempre il colore dei sogni. Per te che colore hanno i sogni? Quali sono i tuoi?
Il colore dei sogni dipende da quello che ognuno di noi dà alle proprie aspirazioni; secondo me, quando ci si immagina qualcosa, la si immagina con un colore ben definito, o con più colori; in ogni caso credo la si veda come un’immagine bella, dato che la si desidera. Il consiglio che do nella canzone potrebbe essere: “Ascolta l’arcobaleno”, un invito ad ascoltare sempre il meglio dei sogni e dei colori.
I miei sogni, invece, hanno tanti colori; se te ne dovessi dire uno…blu? Rosa? In ogni caso un bel colore!

Anche in questo album, hai canzoni ironiche accanto a canzoni profondamente intime. Credi sia questo il giusto mix nella vita? Ironia sempre, semplicità negli approcci e contemporaneamente però non superficialità?
Si, credo di si; secondo me una persona deve avere i propri momenti di profondità, per poter mantenere un contatto con se stesso ed avere una propria intimità, analizzando e vivendo in maniera personale quello che ha intorno, evitando così di prendere tutto in maniera scontata. Allo stesso tempo, però, non bisogna essere troppo seri, bisogna molto ironizzare e giocare con la vita; credo questo sia un aspetto fondamentale. Bisogna prendere tutto ciò che c’è ed imparare.
Ed in fondo è quello che dico nelle mie canzoni, dove c’è sempre, specie nelle canzoni più “intime” l’elemento positivo; naturalmente, dopo tanta “intimità”, ho bisogno anche di cose divertenti, per cui ironizzo su molte cose.

L’album è uscito a maggio, ma le tue canzoni non sono prettamente “estive”. Sei molto coraggioso o semplicemente folle????
Penso che la musica non vada a stagione, deve andare bene d’estate come d’inverno. La musica è musica, non stiamo mangiando qualcosa -come la polenta d’estate!-.
La musica è importante, è cibo per l’anima; e l’anima non va in vacanza.
Secondo me bisogna sempre avere accanto della buona musica, dei grandi messaggi. Ecco perché siamo usciti con un singolo che non ha niente di “estivo”, inteso come elemento caratterizzante le canzoni estive del panorama musicale.
È stata una scelta più o meno coraggiosa, che in ogni caso avevamo già intenzione di fare e che sapevamo ci avrebbe portato a non facili percorsi; però noi facciamo musica, non canzoni fatte per essere passate alla radio e poi basta. Poi, è ovvio, che se passano ed hanno successo è un altro discorso, ma non è questa la ragione principale delle nostre scelte musicali.
Voglio parlare alle persone e voglio aiutare le persone a riflettere, senza preoccuparmi troppo se poi passeranno il mio pezzo in radio o meno.

A proposito di coraggio, nell’album hai immesso un pezzo intitolato “Se Moana ti vuole”; come mai questa scelta strana?
Perché Moana Pozzi? È stato un caso. Io, ovviamente, non l’ho mai conosciuta, quando era nel pieno della sua carriera, perché ero molto piccolo. Poi, quando è morta, cominciavo a vivere gli omaggi che le facevano in televisione e mi è capitato spesso di vedere i servizi che la riguardano; e lì mi sono incuriosito molto sulla sua personalità e mi sono andato a documentare. E poi, automaticamente, mi è venuta la canzone. Non è un omaggio a lei e basta, la canzone narra di me che sono con lei, che vado a scuola con lei, etc, mi sono immaginato una storia con lei.

“Non credo nella politica e non credo nelle mezze verità”dici in “Mia superstar”. Sembri disilluso, nonostante nell’album questo tipo di sentimento non traspaia. A cosa crede Mauro Di Maggio a questo punto?
In effetti non credo nella politica e non credo nelle mezze verità. Credo in me. E questo per ricollegarmi a quanto ti ho detto poco fa su questo ultimo mio lavoro; credo in me perché solamente in me posso credere per poter poi portare avanti qualsiasi cosa ed eventualmente coinvolgere anche altre persone.
Posso ispirarmi alla politica, perché non sono contro di essa, ho votato, ho le mie idee politiche; tuttavia, prima di affidarmi a qualcuno devo poter avere chiaro, capire, che le sue mosse sono giuste.
Questo non vuol dire mantenere in ogni caso un’idea invariata, dato che ci sono sempre mille cose che te la possono far cambiare; l’importante, però, per me è intanto avere l’intenzione giusta, poi si vedrà come andrà.

Nei ringraziamenti, tra i molti nomi, ringrazi Totò, Troisi e Sordi. Perché questi nomi?
Perché sono dei grandi attori, dei grandi personaggi che amo e che hanno fatto parte della mia vita; e non potevo far altro che ringraziarli. Amo Troisi, amo Totò, amo Sordi; naturalmente, amo anche altri personaggi.
E poi mi faceva piacere anche poter lasciare un piccolo ricordo loro. Così magari se un fan, una persona che va a vedere i miei ringraziamenti, non conosce le persone che sto ringraziando, può andare ad informarsi su di loro.
In fondo, oggi come oggi stiamo andando sempre avanti, e non è detto che una ragazzina di 15 anni sappia qualcosa di Troisi o di Totò; magari può essere che leggendo quelle mie quattro righe le venga la curiosità di andare a vedere chi fossero queste persone.
E’ un modo per mantenere vive certe personalità che hanno dato tanto e che vorrei ricevessero tanto anche dalle altre persone.

Infine ringrazi Dio. E “Nel cuore di ognuno” dici che “il cielo ci guarda e non è distratto nonostante sembri sia un astratto.” Il tuo rapporto con la religione?
Il mio rapporto con Dio è molto personale, nel senso che sento che esiste, sento la religione come forza, come aiuto e sostegno. Un po’ diverso, invece, è il mio approccio con la Chiesa come istituzione. Diciamo che non la sento come la vorrei.

Se potessi scegliere un artista con cui collaborare -o a un tuo progetto oppure ad un’esperienza musicale- chi sceglieresti e perchè?
Lucio Dalla o Ron; perché sono grandi personalità, mi piacciono molto. Lucio Dalla lo amo, musicalmente per me è uno dei più grandi. Poi è chiaro, ovviamente, che duetterei con tanti altri artisti, in ogni caso con chi potrebbe insegnarmi molto, con persone dalle quali potrei apprendere. Anche Carboni mi piace molto.
In ogni caso musica italiana; mi piace molto.
Anche in campo internazionale duetterei con i grandi nomi (come con il cantante dei Radiohead), però è ovvio che non succederà mai!

Hai un luogo, un paese, una città in cui ti rifugi per ispirarti?
No, veramente no. Non c’è un posto in particolare, anche se poi alla fine quel posto risulta essere casa mia dato che sto sempre a casa quando lavoro.
Tuttavia, può nascere ovunque un’idea, dipende dall’ispirazione del momento, magari capita anche in macchina!

A quando il tour live?
Sicuramente il tour partirà in autunno, con il secondo singolo, attraverso un percorso che faremo nei club, nei piccoli teatri. Adesso ci stiamo concentrando sulla promozione, cercando pian piano di costruire le tappe autunnali.
-Pezzo uscito a luglio 2006 su www.lineamusica.it-