18 marzo 2007: l"incipit


"Vieni a fare un giro dentro di me
o questo fuoco
si consumerà da sè.
E se una vita finisce qua
quest'altra vita
presto comincerà"

Con parole di altri (gli Afterhours), apro questo blog, con il fuoco che spero non si spenga mai.
Ho scritto molte parole, forse inutili o banali, o forse interessanti, irriverenti e divertenti.Le ho pubblicate altrove, ma a volte capita che dopo una giornata al mare si torni a casa solo con la sabbia nelle scarpe.
Ecco spiegato, quindi, il perchè di post retrodatati.
E' iniziata anche questa avventura..davanti, l'orizzonte. Sconosciuto. E per questo, assolutamente elettrizzante!
Buona lettura a tutti!


26 gennaio 2008

Selvaggia-mente facendo..

Serata Giorgio De Chirico al Teatro dell’Opera

Si apre il 30 gennaio la stagione del balletto al Teatro dell’Opera, davvero in grande stile; per la prima volta in Italia, infatti, nella stessa serata, verranno messi in scena i quattro balletti per i quali Giorgio De Chirico disegnò all’epoca scene e costumi.
La Giara, Le Bal, Bacchus et Ariane ed Apollon Musagete, dunque, saranno i protagonisti di questo evento speciale, che verrà replicato fino al 3 febbraio, con la direzione d’orchestra del Maestro Ottavio Marino, l’Orchestra ed il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma e la regia di Beppe Menegatti.
Tutti in un atto unico -o quasi-, i balletti proposti hanno un grande passato; La Giara, basato sulla novella di Luigi Pirandello del 1917, con le musiche di Alfredo Casella divenne balletto nel 1924 a Parigi con le coreografie di Jean Börlin , riscuotendo enorme successo con la versione di Aurel Milloss; Le Bal, dal canto suo, dopo la prima rappresentazione nel 1929, è stato ricostruito in prima mondiale proprio al teatro dell’Opera nel 2004. Apollon Musagete, con la musica di Igor Stravinskij e l’allestimento di De Chirico, andò in scena alla Piccola Scala di Milano nel 1956 con le coreografie di Lifar, ora riprese da Luca Veggetti, mentre Bacchus et Ariane, dopo il debutto a Parigi nel 1931 con le coreografie di Lifar, approdò alla fine degli anni Cinquanta in Italia con la coreografia di Aurel Milloss, ora rielaborate da Fredy Franzutti.
Dal 30 gennaio al 1 febbraio, gli spettacoli avranno inizio alle 20.30, mentre sabato 2 febbraio alle 18.00 e domenica 3 febbraio alle 16.30.

Serata Giorgio De Chirico
30 gennaio-1 febbraio ore 20.30
2 febbraio ore 18.00
3 febbraio ore 16.30
I biglietti vanno da un massimo di 65 € per le prime, in platea, a un minimo di 11€ per le repliche, in galleria
Teatro dell’Opera di Roma
Piazza Beniamino Gigli, 1
Per info: 06. 48160255 - 06 4817003


“Sinandisi”all’Associazione Culturale Italo-Greca Hellas, Ouzerì


“Sinandisi” significa “incontro”; ed è proprio questo il tema dello spettacolo che Marialuisa Sales, Rita De Vito e Mario Morincasa presenteranno il 31 gennaio presso l’Associazione italo-greca Hellas di Via dei Salumi, a Trastevere.
L’incontro è quello tra due culture dell’Egeo, la greca e la turca, accomunate non solo dallo stesso mare, ma anche dalla medesima dominazione ottomana e da molte tradizioni e commistioni linguistiche che ne fanno due popoli vicini nella lontananza.
Durante la serata, che inizierà alle 21.00 e che si svolgerà durante la cena a base di piatti greci a menù fisso, a passo di danza le due sponde dell’Egeo si confronteranno e si alterneranno, al fine di evidenziare proprio quel ponte che c’è tra queste due diverse culture. Partendo dalle chengi -danzatrici professioniste di corte ottomana- si potrà assistere alla “danza del fazzoletto”, tipica dei fidanzamenti greci -la promessa sposa, infatti, durante la festa di fidanzamento e prima che vadano via gli ospiti, si inchina ai futuri suoceri e regala loro un “mandali”, un fazzoletto appunto, che verrà poi messo sulla spalla da chi lo ha ricevuto durante una danza che seguirà a questo regalo-, oltre che a danze armene e ad un breve esempio di danza turco-rohm.
La prenotazione, dato il piccolo spazio, è obbligatoria, e prevede nel costo generale della serata di 23€, sia la cena che lo spettacolo.

Sinandisi
31 gennaio ore 21.00
Associazione Culturale Italo-Greca Hellas, Ouzerì
Via dei Salumi
Costo: 23€ (cena + spettacolo e tessera, con bevande libere) Prenotazione obbligatoria
Per informazioni: 06. 5816378 oppure 340.5338338
E-mail: danzapersiana@yahoo.it


-Pezzo pubblicato su Romaweek del 26.01-02.02-

Circo Immaginario

In genere, i libri costituiscono i plot perfetti per remake cinematografici, ma questa volta non è così; un libro -Circo immaginario di Sara Cerri- è l’ispirazione di uno spettacolo omonimo di teatro-canzone (e di un cd) di Rossana Casale, grande voce di ieri e di oggi, negli ultimi anni dedicatasi soprattutto al jazz (col tour Billie Holiday in me).
Dal 29 al 31 gennaio, dunque, Circo immaginario sarà in scena al Teatro Eliseo con la partecipazione di numerosi musicisti: Emiliano Begni al pianoforte, Ermanno Dodaro al contrabbasso, Fabrizio La Fauci alla batteria, Gennaro Desiderio al violino, Gianfranco Campagnoli alla tromba e flicorno ed, infine, oltre alla Casale -che dirige anche lo spettacolo-, Francesco Consaga al sax.
Con i testi di Marco Posani, le scene di Francesco Scandale e i costumi di Graziella Pera, Circo immaginario riprende del libro a cui ispira la volontà di recuperare le fila del proprio passato attraverso frammenti della memoria; con l’esecuzione, dunque, di tutti i brani che hanno scandito il suo percorso musicale, Rossana Casale racconterà piccoli aneddoti sulla vita di alcuni fra i più grandi musicisti di strada, farà rivivere le atmosfere circensi che il passato di tanti hanno arricchito, contaminerà i suoi ricordi con le suggestioni di autori a lei cari (come Italo Calvino o Gianni Rodari) o di registi che hanno fatto dell’immaginifico e del ricordo la splendida fonte delle loro opere (come Federico Fellini).
Ecco dunque spiegata anche la scelta della Casale di avvalersi di musicisti provenienti da diversi ambiti musicali, come il jazz, l’etno o il classico, tutti, peraltro, percorsi che lei stessa ha seguito nel corso della sua lunga carriera; in questo ultimo lavoro, infatti, la cantante intreccia le sue origini americane, le influenze balcaniche e dei paesi dell’Est, le sonorità tzigane e i suoni bandistici, senza tralasciare la canzone d’autore francese e i tanghi argentini.
Il risultato sono una serie di quadri, diversi tra loro per costruzione e tema, ma uniti da quel file rouge che sono le emozioni ed i ricordi, di qualsiasi tempo ed età.

Teatro Eliseo
Via Nazionale 183
Circo Immaginario
Dal 29 al 31 gennaio
Ore 20.45
Biglietti dai 13€ ai 35€
Botteghino: 06.48872222 / 06.4882114

-Pezzo pubblicato su Romaweek del 26.01-02.02-

24 gennaio 2008

Con i Klezmatics una festa yiddish a Roma

Un violino, una chitarra, un pianoforte, una fisarmonica; ed ancora, tastiere, tromba, clarinetto e basso. Ma anche batteria, cimbalo, sax, tamburino, flauto traverso ed il kaval, ossia un antico flauto dei Balcani).
Non è un’orchestra di quattordici elementi, bensì sono i Klezmatics, gruppo newyorkese del Lower East Side formato da cinque persone, che si è esibito lo scorso 22 gennaio all’Auditorium Parco della Musica di Roma.
In realtà non è stata un’esibizione, un concerto “banale”, con degli ascoltatori e dei musicisti; innanzitutto la sala del nuovo Teatro Studio dell’Auditorium era colma di gente di tutte le nazioni, età, religioni. E loro non sono stati semplici esecutori di musica, ma sono stati La Musica.
Quella country, quella blues, quella jazz, quella klezmer, quella del credente e quella dell’ateo. Quella delle feste e quella della meditazione; quella della gioia e quella del dolore.
Per circa due ore, ininterrottamente, il pubblico è stato trasportato in un piccolo club di una città qualsiasi del mondo, invece che in una sala da concerto; durante quel tempo tutto si è fermato, tranne le mani che calorosamente hanno accompagnato ogni singolo brano. E tranne le gambe.
Il concerto si è trasformato in una festa yiddish, dove c’era chi ascoltava seduto, chi ballava sotto il palco abbracciato magari ad uno sconosciuto, chi si agitava sulla sedia e chi, dal fondo, non poteva proprio fare a meno di sgambettare. Del resto, Frank London -tromba e tastiere del gruppo- ci aveva avvisato: “qui non ci sono regole, fate quello che volete, sentitevi liberi di alzarvi e di ballare. C’è molto spazio qui davanti al palco..E le regole esistono anche per non essere seguite..”.
E così è stato. Dal signore in giacca e cravatta all’americano in maglietta hawaiana, dal giovane al meno giovane, tutti hanno fatto La Festa. Tutti.
Anche chi è restato al suo posto, ma che quasi timidamente tamburellava la mano sulla gamba, forse nel vano tentativo di farla star ferma.
Loro, recenti vincitori del Grammy 2006 per il miglior album di musica word contemporanea con “Wonder Wheel” (nato dalla collaborazione con Woody Guthrie), hanno una capacità camaleontica incredibile; un attimo ognuno suona uno strumento -ed in più Lorin Sklamberg e Lisa Gutkin cantano- e l’attimo dopo ne stanno suonando già un altro…o due contemporaneamente (stupefacente a riguardo, Frank London, che mentre con una mano suonava la tromba, con l’altra stava suonando le tastiere!).
Dalle sonorità propriamente etnico-religiose alle ballads più country o melodiche, i Klezmatics hanno portato un pezzo di tutto il mondo a Roma; cantando in inglese o in klezmer hanno abbattuto qualsiasi frontiera linguistica, musicale o religiosa, trascinando fuori dai ghetti le preghiere e le voci degli ebrei dell’Est Europa, non limitando il country a musica dell’entroterra americano, utilizzando gli assoli del jazz in momenti di virtuosismo corale.
Ma soprattutto, i Klezmatics sono stati capaci di non far sentire i paganti semplici spettatori, ma artefici e partecipanti insieme a loro di quella gioia, dei loro sorrisi, delle loro emozioni, di ogni singola nota o parola, al di là di qualsiasi barriera linguistica o religiosa.



-Pezzo uscito su lineamusica.it il 24/01/2008-

19 gennaio 2008

Malaika


Un’afferrare l’anima, una lacrima che brucia, una musica che parla.
E’ questo Piano, solo di Riccardo Milani..
La vita di Luca Flores. Pianista e compositore, ucciso dai suoi incubi a soli 39 anni.
La storia di un uomo che per tutta la vita si è chiesto “Quanto lontano posso volare?” , non riuscendo a scollarsi da quel pianoforte che attraverso le note lo trasportava in un tempo senza tempo, senza dolori, senza ricordi, senza paure.
Il perfetto rifugio che a un certo punto ha addirittura odiato e allontanato, come se non riuscisse più a sopportare il peso dell’altrove quando la musica finiva.
Una storia dell’Amore e sull’Amore, di quando il cuore non ce la fa a reagire all’impossibilità umana di essere eterei, impalpabili, nello “ieri” e nel “domani”, in un “dove” ed in un “quando” in cui non esistono i “mai” e i “perché” da trovare.
Ho pianto e sofferto vedendo questo film, dove le assonanze e gli occhi di Luca mi ricordano tanto cose e persone che forse non incontrerò mai davvero nella vita.

Malaika, nakupenda Malaika.

The Klezmatics in concerto

Un evento imperdibile per gli amanti della musica raffinata quello di martedì 22 gennaio presso il Teatro Studio dell’Auditorium Parco della Musica.
Alle 21, infatti, avrà luogo il concerto dei Klezmatics, band del Lower East Side di New York, ambasciatori della musica klezmer nel mondo e vincitori del Grammy Award 2007 con il loro ultimo album “Wonder Wheel”.
La musica klezmer letteralmente significa “musica strumentale”, essendo composta dalle due parole ebraiche “kley” e “zemer”, anche se questa definizione non la connota esattamente; nata nelle comunità ebraiche dell’Europa orientale -ed in particolare in quelle khassidiche- per accompagnare le feste ed i rituali ebraici delle comunità, con i Klezmatics la musica klezmer ha acquistato ed assorbito sonorità dell’avanguardia jazz, classica e pop, folk, rock ed heavy metal, fuse perfettamente con quelle della tradizione askenazita, generando una musica non più “di una comunità religiosa”, ma bensì “della comunità” in generale.
Celebrando la natura estatica della comunità yiddish in chiave contemporanea, i Klezmatics hanno aperto al mondo le porte della tradizione degli ebrei della Polonia, della Romania, della Slovacchia, dell’Ungheria e della Lituania, contaminata ora dalle sonorità del blues e del jazz di quegli Stati Uniti che nel recente passato sono diventati la seconda patria di molti di queste stesse comunità.
Grazie alla collaborazione con l’icona folk americana Woody Guthrie, inoltre, questa giovane band formata da cinque musicisti polistrumentisti (ognuno di loro, infatti, suona almeno due strumenti) ha ottenuto l’ambito Grammy Awards per il Best Contemporary World Music Album, registrando inoltre sin dal loro esordio datato 1986, il tutto esaurito nei loro spettacoli in Sud e Nord America, oltre che in Europa.
Matt Darriau (kaval, clarinetto e sax), Lisa Gutkin (violino e voce), Frank London (tromba e tastiere), Paul Morrissett (basso e cimbalon) e Lorin Sklamberg (leader vocalist, fisarmonica, chitarra e piano), promettono dunque di dar vita ad uno spettacolo di rara bellezza e suggestione, dove solo il cuore deve sentire ciò che le parole non riescono a comprendere.

The Klezmatics
22 gennaio 2008
Teatro Studio
Ore 21.00
Auditorium Parco della Musica
Viale de Coubertain, 34
Biglietto unico: 20 €
Per informazioni: 06.80241281



-Pezzo uscito su Romaweek del 19/01/2008-

Selvaggia-mente facendo..

Secondo Festival Fuga dalla danza

Il nome sembra voler contraddire tutto quello che il programma di questo piccolo ma importante festival propone, ma non bisogna farsi ingannare; partito infatti il 12 gennaio, Fuga dalla danza festeggerà i 60 anni dell’Accademia Nazionale di Danza di Roma attraverso spettacoli, discussioni, seminari ed incontri, per poter non solo formare adeguatamente i futuri danzatori, ma anche un pubblico consapevole e più maturo.
Con l’Alto patronato del Presidente della Repubblica ed il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il Teatro Ruskaja (fondato nel marzo del 2006 da Jia Ruskaja e situato nel complesso termale del IV sec. a. C. meglio noto come “Castello d’Acqua”, in Via Arrigo VII, 5), sarà la sede, tutti i sabati fino al 10 maggio di numerosi appuntamenti, ad ingresso libero, divisi per sezioni.
Per la sezione “Ritratti d’artista”, dunque, sono previsti incontri con grandi personaggi del mondo della danza (la serata d’inaugurazione ha avuto come protagonista il Maestro Ugo Dell’Ara), con maestri ed altri protagonisti della danza internazionale; nella sezione “Crashing Test”, invece, giovani aspiranti coreografi ed allievi coreografi proporranno al pubblico il loro lavoro coreografico. Infine, spazio dedicato alla riflessione quello de “Le danze filosofiche”, in cui interverranno poeti, artisti, critici e studiosi per apportare anche esercizio alla mente.
Tutti gli appuntamenti sono coordinati e condotti da Rossella Battisti.

Dal 12 gennaio al 10 maggio
Teatro Ruskaja
Via Arrigo VII, 5
Per informazioni: 06. 5717621



Grease

Resterà in scena fino al 10 febbraio l’ultimo allestimento del celeberrimo musical di Jim Jacobs e Warren Casey dell’inizio degli anni Settanta: Grease. Dopo i successi della lunga tournèe che vedeva Lorella Cuccarini e Giampiero Ingrassia nel lontano 1997, il musical è stato replicato per diverse stagioni, ogni volta con un cast diverso.
Dal 2006, Federico Bellone, ventiseienne talentuoso, ne dirige un’ultima, nuova versione, che vede protagonisti “veri ventenni” e scenografie dal grande impatto visivo (curate da Gabriele Moreschi), composte da un collage di colori vivaci di pubblicità anni’50. Le coreografie, curate da Franco Miseria, sono anch’esse finalizzate non solo a ripercorrere gli splendori delle precedenti versioni, ma anche a ridare quella carica di energia e positività che i suoi autori vollero trasmettere con la composizione di Grease e che il giovane regista è intenzionato a restituire in pieno.

Dal 22 gennaio al 10 febbraio
Teatro Olimpico
Piazza Gentile da Fabriano, 17
Per informazioni: 06. 3265991 oppure e-mail:
info@teatroolimpico.it
Spettacoli tutti i giorni alle ore 21.00; la domenica alle ore 18.00. Giovedì riposo
I biglietti vanno dai 13,00 € ai 33,00 €




Ballet de Cuba

Al Teatro Manzoni, dal 22 al 27 gennaio sono sul palco gli scalmanati ballerini (e i musicisti) del Ballet de Cuba, formato da artisti provenienti dalla Escuela Nacional de Arte de la Habana, dal Conjunto Folklorico Nacional e dalla Escuela de Danza Nacional. Lo spettacolo racconta la storia della musica cubana, partendo dalle sue origini degli schiavi d’Africa che vi furono coattamente trasportati, fino a giungere ai ritmi dei nostri giorni.
Con le coreografie di Nilda Guerra su musiche di Rolando Ferrer, dunque, lo spettacolo sarà diviso in due parti; la prima avrà coreografie dedicate all’Afro Flamenco, all’Asikan Batà, al Congo, al Bodu, al Gaga e al Rezo de purificacion ripercorrerà la storia della cultura cubana. Nella seconda parte, invece, Mambo, Bolero, Son, Chachachà, Maniero, Rumba e Salsa celebreranno queste forme di ballo nate dalla gioia per l’abolizione della schiavitù.

Dal 22 al 27 gennaio
Teatro Manzoni
Via Monte Zebio 14/c (Piazza Mazzini)
Per info: 06. 3223634
Dal 22 al 26 gli spettacoli sono alle ore 21.00, mentre il 27 la pomeridiana sarà alle 17.30
Costo del biglietto: 30,00 € prezzo unico

-Pezzo uscito su Romaweek del 19 gennaio 2008-

12 gennaio 2008

Selvaggia-mente facendo

Dallo scorso dicembre curo un paio di rubriche per il free-press Romaweek, sebbene quello che ho pubblicato in quest'ultimo mese sia stato relativo solo ad uno dei miei lavori.
A partire da questa settimana, invece, ogni sabato, pubblicherò piccoli consigli per "selvaggia-mente fare" qualcosa durante la settimana a venire...c'è un detto che dice chi mi ama mi segua, no?!!!!


Shining Quartet a Sant’Andrea Della Valle

Per gli amanti delle colonne sonore dei film, un concerto imperdibile quello che questo pomeriggio, dalle 18.30, si terrà presso la chiesa di Sant’Andrea Della Valle: lo Shining Quartet, accettato l’invito dell’Associazione Amici della Musica di Roma che opera sotto la presidenza di Ennio Morricone, delizierà gli ascoltatori con le più belle composizioni per film scritte finora.
Accanto, quindi, alle immancabili note del film da cui hanno preso il nome, lo Shining Quartet - composto da Mario Rahi al violino, Giuseppe Gentile al clarinetto, Gabriele Bassi al violoncello e Francesco Ruggero alla chitarra e arrangiamenti- eseguirà musiche de “Il Padrino”, “8 e ½” ed “Amarcord” composte da Nino Rota, oltre a quelle di Morricone per il film “Sacco e Vanzetti” e “La leggenda del pianista sull’oceano”. Nel programma, inoltre, non potevano mancare le musiche premio Oscar di Luis Bacalov de “Il postino” e quelle tratte da “La tregua”, oltre alle soundtrack di film quali “Schlinder’s List” ed “Amici miei”.

Shining Quartet
Chiesa di Sant’Andrea Della Valle
Piazza Sant’Andrea Della Valle,
Ore 18.30
Ingressi: 10€ intero, 5€ ridotto


Paolo Fresu all’Auditorium Parco della Musica

Uno dei nomi più prestigiosi del jazz italiano si cimenterà domani 13 gennaio, presso l’Auditorium Parco della Musica, in un’impresa quasi impossibile: essere presente nelle tre sale dell’Auditorium durante l’arco del pomeriggio, proponendo ai diversi ascoltatori un concerto-evento finora mai realizzato. Il progetto sincronico e multimediale, il cui nome è Running, infatti, vedrà il coinvolgimento di tutte le formazioni storiche di Fresu (il Quintetto, il Trio PAF ed il Devil Quartet), che si alterneranno nelle varie sale, insieme allo stesso Fresu, generando duetti, trii ed altre formazioni miste, allo scopo di generare una metamorfosi perenne.
L’onnipresenza i Fresu sarà possibile grazie al suo suono “slittato” in diversi segnali tramite il cablaggio a fibre ottiche e ad una consolle centrale nella sala di registrazione; inoltre, immagini video aiuteranno il dialogo continuo ed in tempo reale tra lui ed i musicisti presenti nelle altre sale.
Lo spettacolo dura tre ore e vede coinvolti, oltre ai musicisti, anche tre tecnici specializzati nelle tecnologie multimediali; a dar vita a questo evento, la volontà di indagare sul senso fruitivo dello spettacolo.

Auditorium Parco della Musica
Viale De Coubertain, 34
Ore 21.00
Biglietto unico 20 €
Per informazioni: 06.8082058

Pollini Prospettive III

Dopo cinque anni dal Progetto Pollini -serie di concerti con cui nel 2003 aveva fatto il giro del mondo- il pianista Maurizio Pollini propone Pollini Prospettive, vale a dire nove serate che per tutto il mese di gennaio avranno per tema l’accostamento di personalità e repertori musicali diversi per sottolinearne differenze ed assonanze.
Quinta serata e terzo momento del progetto –unico solistico-, venerdi 18 gennaio alle ore 21.00 Maurizio Pollini al pianoforte eseguirà il primo libro dei preludi di Debussy, le Variazioni per pianoforte op.27 di Webern e la sonata n. 2 per pianoforte di Boulez. Un altro momento dal pianista dedicato all’incontro tra musica sinfonica e musica da camera.

Auditorium Parco della Musica
Viale de Coubertain, 34
Ore 21.00 Sala Santa Cecilia
Biglietti dai 27€ ai 34€
Per informazioni: 06.8082058
-Pezzo uscito su Romaweek della settimana 12-19 gennaio 2008-

08 gennaio 2008