18 marzo 2007: l"incipit


"Vieni a fare un giro dentro di me
o questo fuoco
si consumerà da sè.
E se una vita finisce qua
quest'altra vita
presto comincerà"

Con parole di altri (gli Afterhours), apro questo blog, con il fuoco che spero non si spenga mai.
Ho scritto molte parole, forse inutili o banali, o forse interessanti, irriverenti e divertenti.Le ho pubblicate altrove, ma a volte capita che dopo una giornata al mare si torni a casa solo con la sabbia nelle scarpe.
Ecco spiegato, quindi, il perchè di post retrodatati.
E' iniziata anche questa avventura..davanti, l'orizzonte. Sconosciuto. E per questo, assolutamente elettrizzante!
Buona lettura a tutti!


23 marzo 2008

Semo o nun semo: Nicola Piovani al Teatro Olimpico

Semo o nun semo, Tanto pe’ cantà, Lulù e Barcarolo romano. Chi, «romano de Roma» o semplice turista, non sa nemmeno una parola di queste celebri canzoni popolari romane?
Per chi avesse qualche lacuna nei testi, o piuttosto invece volesse impararli, dal 27 marzo al 6 aprile è in scena al Teatro Olimpico lo spettacolo di Nicola Piovani, Semo o nun semo, facente parte della stagione dell’Accademia Filarmonica Romana.
Realizzato in collaborazione con il Teatro Ambra Jovinelli e la Compagnia dell’Ambra, Semo o nun semo vuole essere un omaggio alle più celebri canzoni romane, riproposte da Piovani in veste di direttore di interpreti quali Tosca, Donatella Pandimiglio, Pino Ingrosso e l’attore Massimo Wertmüller. Ad accompagnare gli interpreti, inoltre, l’Ensemble Aracoeli, composta da Andrea Avena al contrabbasso, Fabio Ceccarelli alla fisarmonica, Pasquale Filastò al violoncello, Alessio Mancini ai flauti, Sonia Maurer al mandolino e Nando di Modugno alla chitarra; con i testi a cura di Pietro Piovani, infine, il coordinamento scenico è affidato a Norma Martelli.
Nato come spettacolo in occasione del centenario di Villa Borghese nel 2003, Semo o nun semo, per la serata del 27 marzo è realizzato in collaborazione con la Fondazione Adriana Panni e con il sostegno del Comune di Roma per il “Festival di primavera 2008”.
Incisi in omonimo cd, i diciotto brani vogliono poter rallegrare l’ascoltatore, omaggiare la tradizione romana e recuperare quella capacità di ridere sui dolori e sulle malinconie che, ad esempio, nel secondo dopoguerra ha ispirato parte del Neorealismo italiano.
Sebbene a detta di molti non si possa affermare l’esistenza stilistica di una vera e propria canzone romana, Piovani ne ha voluto raccogliere le arie famose, riproponendole nella veste il più possibile vicina ai tempi che le hanno viste nascere, vale a dire quella teatrale.
Convinto infatti che caratteristica principale di questo tipo di canzoni sia un certo sentimento “di petroliniana rassegnazione” e di “disincanto tradotto in scanzonato andamento ritmico”, il vincitore del Premio Oscar (per le musiche di La vita è bella di Benigni) ha scelto stornelli di Romolo Balzani -tra cui quello che da il nome allo spettacolo-, alcune tra le più belle canzoni di Petrolini e di Aldo Fabrizi, oltre alla rielaborazione fatta dallo stesso Piovani di Na serata a Ponte, una canzone tramandata oralmente. San Giovanni e Barcarolo romano di Balzani, dunque, ma anche Affaccete Nunziata e Nina si voi dormite di Petrolini, oltre a Roma Forestiera, Serenata sincera e Com’è bello fa’ l’amore quando è sera di Aldo Fabrizi; in poche parole, “i mejo fichi del bigoncio”.
Composte quasi tutte tra le due Guerre Mondiali, le canzoni proposte hanno in comune, secondo Piovani, l’essere “un cugino saltarello” della tarantella napoletana, “dai piedi pesanti, adatto ai sampietrini ed odoroso di incenso e pajata”.
Come diceva lo stesso Petrolini, però, “è ‘na canzone senza titolo, tanto pe’ cantà..robba der paese nostro che se po’ cantà puro senza voce”…Basta ‘a salute.

Dal 27 marzo al 6 aprile (con riposo il 31 marzo)
Semo o nun semo di Nicola Piovani
Teatro Olimpico
Piazza Gentile da Fabriano, 17
Biglietti dai 22 ai 30 €
Per informazioni: 06 3201752

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 22-29.03.2008-

Concerto di Roma per l'integrazione

Con l’obiettivo di raccogliere fondi a favore di progetti educativi e programmi di informazione e consulenza sulla sindrome di Down, si terrà il 30 marzo la terza edizione del Concerto di Roma, all’interno della terza Giornata Mondiale sulla sindrome di Down.
La serata di gala con finalità benefica avrà luogo presso la Sala Petrassi dell’Auditorium, dove alle 21.00 saliranno sul palco cinque grandi cantanti lirici e due ballerini solisti della Compagnia Aterballetto; promosso dal Comune di Roma e patrocinato dalla Regione Lazio e dall’EDSA (European Down Syndrom Association), il concerto è curato da Sabine Frantellizzi, Presidente dell’Associazione Pegaso, in collaborazione con l’Associazione Italiana Persone Down, a cui sarà devoluto l’incasso della serata.
Il soprano Francesca Patanè, il mezzosoprano Elisabetta Fiorillo, il tenore Fausto Tenzi, il baritono Marco Chingari ed il basso Carlo Di Cristoforo interpreteranno le più belle arie ed i più bei duetti tratti dalle maggiori composizioni di Puccini, Verdi, Bellini, Rossigni e Mascagni; al pianoforte Cristina Presmanes, mentre il Coro di voci bianche Arcobaleno dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretto da Carmela Ansatone affiancheranno i cantanti, insieme all’arpista Augusta Giraldi. Dal balletto InCanto del coreografo Mauro Bigonzetti su musiche di Haendel sarà invece tratto il passo a due proposto da Vincenzo Capezzuto e Anna Laure Seillan; essendo Capezzuto, poi, anche un sopranista, nel corso della serata eseguirà fuori programma, dal Laudario di Cortona, Voi che amate lo Creatore.
L’Associazione Italiana Persone Down, fondata a Roma negli anni Settanta, opera specialmente per favorire la piena integrazione nella società delle persone affette da questa sindrome genetica, attraverso una cura particolare del percorso educativo di bambini ed adolescenti; i fondi della serata, pertanto, andranno ad incrementare le risorse a disposizione dell’Associazione per i loro canali di consulenza ed informazione alle famiglie, agli operatori sociosanitari e scolastici. Scopo dell’attività dell’Associazione è infatti evitare la ghettizzazione di chi è nato con la sindrome di Down, a torto ritenuto non autonomo e non in grado di svolgere una vita piena di abilità, lavoro, amicizie e sentimenti.


Concerto di Roma
30 marzo
Ore 21.00
Sala Petrassi
Auditorium Parco della Musica
Viale P. de Coubertin,
Biglietti dai 20 agli 80 €
Infoline Parco della Musica: 06.80241281 web:
www.auditorium.com
Infoline A.I.P.D.: 06. 3723909 email: aipd@aipd.it web: www.aipd.it

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 22-29.03.2008-

Opera y Flamenco: tra Verdi e le zarzuele

Fusione perfetta tra canto lirico, tradizione della zarzuela spagnola ed il fascino della danza gitana: ecco gli ingredienti che hanno fatto di Opera y Flamenco lo spettacolo in programmazione ininterrotta dal 2004 nel prestigioso Teatro Poliorama di Barcellona.
Ed ecco spiegato anche perché per i romani è un’occasione davvero imperdibile quella che l’Auditorium propone per il 25 marzo; nella Sala Sinopoli, infatti, alle ore 21.00, per la prima volta in Italia, proprio questo spettacolo verrà messo in scena dalla Ensamble Flamenco e dall’Orchestra dell’Opera di Barcellona.
Protagonisti dello spettacolo sono Carmen -Katia Moro- e Josè -Ivan Alcalà-, la cui storia d’amore viene narrata dalle loro coscienze, interpretate dalla mezzosoprano Griselda Ramon e dal tenore Oscar Marin. Partendo dalla Carmen di Bizet e passando per Il Trovatore e La forza del destino di Verdi, non mancano in Opera y Flamenco autori spagnoli quali De Falla, Penella Augustine Lara e Sorozabal, generando così uno spettacolo in cui la grande lirica si sposa alla perfezione con flamenchi e zarzuele scritte appositamente per la narrazione attraverso la voce, le chitarre e la danza.
Visto da più di 80.000 spettatori in Spagna, Opera y Flamenco si presenta come uno dei rarissimi spettacoli dedicati alle arti, al di là delle matrici etniche che hanno generato una danza o una armonia. Se il flamenco come espressione musicale e danzante, infatti, nacque dalla commistione di etnie diverse -fondamentalmente analfabete e che perciò avevano nell’oralità la loro unica possibilità di tramandare le proprie tradizioni e la propria storia-, la lirica italiana ha per oggetto principale temi storici, dopo la sua nascita come mezzo d’intrattenimento e la sua successiva separazione dai generi propriamente comici (la c.d. opera buffa), dal Grand opéra e da quello teatrale-drammaturgico.
Unire questi due generi così diversi, dunque, le arie di Verdi e i balletti di De Falla (celebre il suo El amor brujo), le armonie di Bizet con le zarzuele di Penella è stato un esperimento azzardato, ma, a quanto pare, assolutamente vincente.

Opera y Flamenco
25 marzo ore 21.00
Sala Sino poli
Auditorium Parco della Musica
Viale P. de Coubertin
Biglietti dai 30 ai 44 €
Per info: 06. 4826296
www.operayflamenco.com

-Pubblicato su RomaWeek del 22-29.03.2008-

15 marzo 2008

Con i Four for Tango per la WFU

La World Foundation of Urology, in occasione della Settimana Nazionale di Prevenzione del Tumore alla Prostata-Festa del Papà, dal 12 al 19 marzo ha organizzato diversi eventi per sensibilizzare, informare e raccogliere fondi per la cura di questa malattia.
Dopo lo spettacolo inaugurale del 12 marzo presso il Teatro Ruskaja (a cura del Maestro Chiappinelli con l’Accademia Nazionale di Danza di Roma) e la raccolta fondi del week-end per l’acquisto di apparecchiature sofisticate per tre ospedali italiani, è stato organizzato per il 17 marzo, all’Auditorium, il concerto dei Four For Tango, quartetto ritenuto a livello internazionale tra le migliori formazioni interpreti della musica di Astor Piazzolla.
Sul palco della Sala Sinopoli, dunque, alle 21.00, saliranno Massimiliano Pitocco -bandoneòn-, Giovanni Zonno -violino-, Rosario Mastroserio -pianoforte- e Giovanni Rinaldi -contrabbasso-, rinomati per l’approfondimento rigoroso del repertorio del compositore argentino, reso ancora più interessante dalla loro creatività esecutoria, che ne arricchisce ulteriormente il fascino.
Ad accompagnare le note dei musicisti, anche quattro coppie di ballerini di Tango: Alex Cantarelli & Mimma Mercurio -direttori della Compagnia Meditango ed organizzatori del rinomato Meditangofestival di Roma-, Daniel Montaňo & Francesca Del Buono -conosciuti maestri romani del Tango cosiddetto Nuevo-, Leo Cortes & Antonella Fanfano e Luca Borrione & Fabiana Fusaro, anch’essi maestri romani.

17 Marzo

Concerto Four for Tango
Ore 21.00
Sala Sinopoli
Auditorium Parco della Musica
Viale P. de Coubertin, 34
Biglietto unico 25 €
Per informazioni
http://www.prevenzionetumoreprostata.it/

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 15-22.03.2008-

Selvaggia-mente facendo..

Con Chengis e la FAO durante la Maratona di Roma

Domenica 16, in occasione della XIV Maratona di Città di Roma, sul palco all’aperto di Piazza Madonna di Loreto (Piazza Venezia), si terrà dalle 12 in poi lo spettacolo gratuito Chengis, dedicato alle danze turco-orientali e turco-rom. Protagoniste Marialuisa Sales -che ne cura anche regia e coreografia-, insieme a Cristina di Venanzio, Reslen el-Mansoury, Francesca Montella, Lucienne Musa ed Elena Quadrelli.
Sebbene il nome prenda spunto dalle danzatrici di corte ottomana (le chengi, per l’appunto), nel corso dello spettacolo verranno eseguite anche la danza del fazzoletto tipica della cultura greca dei fidanzamenti, una danza del folclore armeno ed una zingara con i sagat (cimbali simili alle nacchere, ma di metallo, che si mettono sul pollice e sul dito medio di entrambe le mani); inoltre sarà danzata anche la Ciftetelli -una danza popolare turca esportata in Grecia e simile alla danza orientale- e la Karsilama -danza turca originaria dei Balcani e dell’Anatolia-. Lo spettacolo terminerà, infine, con una danza tradizionale del Maghreb, a cura di Reslen el- Mansoury.

Chengis
Piazza Madonna di Loreto (Piazza Venezia)
Ingresso libero
Dalle 12 in poi

Feroce partita- Da nobis pacem al Teatro Nazionale

Per la prima volta nel cartellone stagionale del Teatro dell’Opera, la Compagnia EgriBiancoDanza di Torino si esibisce il 19 marzo al Teatro Nazionale con due coreografie di Raphael Bianco, intitolate Feroce partita e Da nobis pacem. Sulle note di John Cage -integrate dai ritmi suggestivi di percussionisti giapponesi- e sui preludi di J. S. Bach, Feroce partita si ispira all’antico gioco indiano degli scacchi, qui metafora del “gioco” della guerra e della manipolazione occulta. Con il particolare progetto di luci di Enzo Galia, si delinea un suggestivo scacchiere di uomini-pedine, vittime inconsapevoli del crudele gioco di cui sono partecipi.
Con Da Nobis Pacem, invece, si ricerca, per l’appunto, la pace, traendo spunto dalla recente composizione di Arvo Part Da pacem domine, con coro a cappella di solisti. Davanti ad un mondo disincantato e violento, rifugiarsi nel trascendente sembra essere l’unica modalità di salvezza.
Nove i ballerini sul palco, tra cui lo stesso Bianco nei panni del “Giocatore in blu”.

Feroce partita – Da nobis pacem
Teatro Nazionale
Via del Viminale, 51
Ore 20.30
Biglietto unico 23.00 €
Per informazioni: 06. 47824222

Divinamente Roma

Dal 15 al 24 marzo, in vari luoghi della città, si svolgerà la prima edizione del festival Divinamente Roma, dedicato alla spiritualità e diretto da Pamela Villoresi. Realizzato dall’ETI in collaborazione con l’Arcus, il festival vuole essere fucina di incontri e di pace, mezzo di comprensione, attraverso l’arte, di percorsi religiosi e spirituali diversi.
Il 19 marzo, al Teatro Valle, il viaggio ideale porterà -con lo spettacolo Le Voyage- in Russia, patria del coreografo Micha van Hoecke; attraverso leggende popolari e tzigane, van Hoecke rievocherà la sua infanzia in quelle terre, così fortemente impregnate dalla religiosità ortodossa, fondendo danza, canto, recitazione e musica.
Il giorno seguente, il 20, sarà invece il Conservatorio di Santa Cecilia ad ospitare un altro momento suggestivo: con Peregrinaje de las almas, di Jordi Savall, infatti, si potrà assistere alla fusione delle sonorità arabe, andaluse, mediterranee ed ebraiche, sulle cui note la danza Kuchipudi di Shantala Shivalingappa (acclamata protagonista del recente Equilibrio Festival all’Auditorium) creerà un unico filo Oriente ed Occidente.

19 marzo 20 marzo
Le Voyage Peregrinaje de las almas
Teatro Valle Conservatorio di Santa Cecilia
Via del Teatro Valle 21 Via dei Greci, 18
Ore 20.45 Ore 20.45
Biglietti: 15 € intero, 10 € ridotto Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti
Per info: 06. 68803794


-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 15-21.03.2008-

Sotto terra con Mel&Mel

Mel & Mel, ossia Melchiorre e Melchisedeck. E’ l’11 dicembre del 1969 e loro sono morti recenti, coinquilini di una bara a due piazze in attesa di diventare “veri abitanti della terra”.
Inizia così Sotto terra, spettacolo di e con Giovanni Avolio, affiancato da Giancarlo Porcari, in scena fino al 16 marzo al Laboratorium Teatro -spazio nel cuore del quartiere Portuense nato dalle ceneri di un supermercato-, centro di sperimentazione teatrale fondato dall’Associazione Claudio Gora di Sergio Sivori e Cristina Giordana.
Con Sotto terra, il regista Giovanni Avolio ha voluto ricreare un legame con la terra, con le radici nostro elemento vitale. Mantenendo un tono estremamente tragicomico, Mel & Mel, in attesa del loro ritorno alla terra, cercano modi di “vivere il tempo” tra sedute spiritiche e riunioni di sepolcro, mentre “al piano di sopra” si vivono gli anni della strategia della tensione, quelli contro cui nessuno può nulla, di cui si ha paura e di cui nessuno sa niente.
In attesa che passino quegli anni turbolenti, Mel & Mel trasportano gli spettatori in diverse situazioni, rendendo labile il confine tra attore e spettatore ed intrecciando le fila della diversa drammaturgia. Dallo stile clownesco al grottesco, passando attraverso il tragico, il comico ed il poetico, Avolio cerca di capire come si possa vivere, al giorno d’oggi, un legame fisico e culturale con la terra; se da un lato si tenta di recuperare la memoria storica degli anni della strategia della tensione, dall’altro è il recupero ancestrale e polivalente con la morte l’obiettivo principale dell’indagine.

Sotto Terra
Di Giovanni Avolio, con Giovanni Avolio e Giancarlo Porcari
15 marzo ore 21.00, 16 marzo ore 18.00
Laboratorium Teatro
Via Leopoldo Ruspoli, 87
Biglietti: 10 €, ridotti 7 € + tessera obbligatoria 3 €
Info e prenotazioni: 06. 45477049


-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 15-22.03.2008-

08 marzo 2008

Selvaggia-mente facendo..

"Raymonda" al teatro dell'Opera

Dall'11 al 20 marzo, per la regia di Beppe Menegatti, sarà in scena al Teatro dell'Opera Raymonda, spettacolo che, con le coreografie di Marius Petipa su musiche di Alexander Glazunov, debuttò a San Pietroburgo nel 1898. Protagonista è Raymonda, fidanzata con Jean de Brienne, ma insidiata -mentre quest'ultimo è partito per le Crociate- dal cavaliere saraceno Abderakhman. Al suo ritorno, tuttavia, de Brienne ritrova l'amore di Raymonda e si possono così celebrare le tanto agognate nozze.
Danzato dai più grandi ballerini al mondo, questa versione di Raymonda vede un nuovo allestimento, con coreografie di Carla Fracci -nel passo a due del III atto ed in alcune variazioni di Raymonda rispetto alla coreografia originale di Petipa- e di Gillian Whittingham da quelle ideate da Loris Gai. Direttore d'orchestra è il Maestro Tolomelli, mentre i costumi sono di Raimonda Gaetani.
Questo balletto in tre atti, avrà come danzatori ospiti Oksana Kucheruk, Svetlana Lunkina, Robert Tewsley, Ivan Popov, Petr Borchenko ed Alessandro Molin.

Raymonda
Dall'11 al 20 marzo
Teatro dell'Opera
Piazza Beniamino Gigli, 1
Tel. 06.48160255/ 06.4817003
Biglietti dai 12 € ai 60 €, ad eccezione della prima, con spettacoli serali alle ore 20.30 o pomeridiani ad orari diversi a seconda dei giorni


I Carmina Burana della Spellbound Dance Company

Dall'11 al 16 marzo, al Teatro Italia, uno spettacolo davvero imperdibile: la Spellbound Dance Company di Mauro Astolfi, infatti, interpreterà il più grande capolavoro di Carl Orff, i Carmina Burana.
Testi poetici raccolti in un manoscritto medievale poi musicato dal grande autore tedesco, i Carmina Burana restano una delle più importanti testimonianze del vissuto quotidiano dell'epoca; accanto ad inni bacchici, canzoni d'amore od erotiche e parole blasfeme, infatti, si ritrovano anche critiche allo sfarzo della curia romana e alla sua smania di potere, a sottolineare come il vizio non fosse l'unica occupazione della gente.
Riprendendo dunque tali contrasti, Astolfi ha ricreato la contrapposizione vizio/virtù, sofferenza/costrizione, gioia/liberazione; attraverso passi di danza contemporanea, il ragazzo lamentoso del presente ed afflitto dalla pessima situazione attuale si scopre essere più attuale che mai, tracciando anche con il suo corpo la storia del disagio spirituale dei giovani.
In questo racconto tra musica e gesti, infine, anche le scenografie di Stefano Mazzola diventano mezzi coreografici e co-protagonisti insieme ai dieci ballerini sul palco.

Carmina Burana
Dall'11 al 16 marzo
Teatro Italia
Via Bari, 18
Tel. 06. 44239286
Spettacoli dall'11 al 15 marzo alle ore 21.00; il 15 ed il 16 marzo, pomeridiana ore 17.00
Biglietto unico 23 € con riduzioni, fino ad esaurimento disponibilità, per le scuole di danza


Ed ora due appuntamenti a cavallo tra questa e la prossima settimana, ma da mettere assolutamente in calendario.
Il 15 ed il 16 marzo, infatti, al Palacavicchi di Ciampino, si svolgerà l'VIII Trofeo Internazionale di hip hop, una due giorni dedicata a questa danza dell'omonimo movimento culturale d'oltreoceano. Ideata da Cristina Gastaldi ed organizzata dall'Associazione Sportiva New Lucky Dance, la manifestazione prevede la possibilità per chiunque si sia iscritto -bambino, adulto, amatore o professionista- di ballare per tre minuti una propria coreografia di freestyle, nella speranza di vincere l'ambito premio di 10.000 € assegnato da una giuria di esperti. Per gli addetti al settore con la convention Hip Hop Moves si potrà perfezionare il proprio stile, mentre il finale avrà come protagonisti i più grandi breakers italiani, in "sfida" al centro del palco. Molto attesa, infine, la partecipazione di Brian Green, pioniere della House Dance a New York e coreografo delle grandi star della musica hip hop e pop.

VIII Trofeo Internazionale di Hip Hop
Palacavicchi
Via Banchi Bandinelli, 130, Uscita n.21 GRA
Ciampino
Ingresso 10 €; i workshops variano tra i 79 ed i 99 €.
Per maggiori informazioni: Cristina Gastaldi, 347.6533991


Il 16 marzo, infine, alle ore 17, presso il Teatro Vascello Simone Forti presenta Logomotion, sintesi finale del progetto/laboratorio di Simone Forti con venti danzatori del progetto e con la partecipazione di Simone Forti. Sia il workshop che la perfomance finale sono basati sull'improvvisazione, combinando insieme parola, movimento e scrittura. L'occasione per ammirare dal vivo una pioniera della Performing Art, tra le più carismatiche e significative figure della danza contemporanea.

Logomotion
16 marzo, ore 17
Biglietto 10 €
Teatro Vascello
Via G. Carini 78
Infoline: 06.5881021

-Pezzo pubblicato su RomaWeek dell'8-15.03.2008-

02 marzo 2008

La Passion dei Momix

La sua nascita risale al 1992, quando critica e pubblico lo hanno definito il capolavoro assoluto di Moses Pendleton. Mi riferisco a Passion, balletto onirico, illusionistico, plastico e struggente della compagnia dei Momix, il cui nome deriva da un assolo creato da Pendleton per le Olimpiadi Invernali di Lake Placid nel 1980.
A distanza di sedici anni, i Momix ripropongono al pubblico il loro spettacolo più osannato, portandolo in scena dall’inizio del mese di febbraio in Italia; dal 4 al 16 marzo -per la stagione dell’Accademia Filarmonica Romana- Passion resterà al Teatro Olimpico, dove si concluderà questa loro breve tournée.
Quando nel 1988 Peter Gabriel compose la colonna sonora del film di Martin Scorsese L’ultima tentazione di Cristo, non poteva immaginare che un iper-creativo come Pendleton basasse le coreografie di un nuovo spettacolo proprio su quelle note, generando un compromesso tra misticismo ed intimità, sperimentazione tecnica, illusionismo e scossa emozionale.
Sette i ballerini in scena, sebbene il termine mai come in questo caso sembri estremamente riduttivo; Danielle Arico, Suzanne Lampl, Yasmine Lee, Cassandra Taylor, Steve Marshall, Brian Simerson e Joshua Christopher saranno dunque i danzatori-atleti che nell’alternarsi di potenza fisica, giochi ottici, musiche tantriche e mediorientali, daranno vita ad uno spettacolo unico, al limite tra il sogno e la realtà, tra l’evocativo ed il surreale.
A darne una riprova, basterebbe solamente l’inizio dello spettacolo, in cui un albero della vita formato da gambe e braccia dei ballerini, diventa la realtà di quello proiettato sul telo bianco davanti a loro; tra quei rami/braccia, l’Est e l’Ovest, il cristianesimo ed il buddhismo, l’anima ed il corpo diventano movimento unico, illusorio o tangibile a seconda che si guardi la proiezione in primo piano o ciò che si muove nel fondo. Tutto Passion, del resto, giocando sulla dualità delle visioni dello schermo e dei ballerini, mette costantemente in bilico i piani della realtà e dell’emozione, toccando quelle corde più intime e nascoste dello spettatore.
Oltre alle magnifiche coreografie di Pendleton ed alla notevole bravura ed agilità della sua compagnia, lo spettacolo dei Momix non potrebbe realizzarsi senza Bruce Goldstein e Mitchell S. Levine, che si occupano del disegno luci: Kitty Daly, infine, è la realizzatrice dei costumi, anch’essi funzionali alle illusioni visive.

Passion
Momix
Teatro Olimpico
Piazza Gentile da Fabriano 17
Info: 06.3201752
Biglietti dai 25€ ai 35 €
Spettacoli tutti i giorni alle ore 21.00; domenica 9 e 16 marzo anche alle ore 17.00. Lunedì 10 marzo riposo.


-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 1-8.03.2008-

Per le donne, l'8 marzo non solo mimose

Era il 1964 e Mrs Banks, con tanto di fascia indosso reclamava il voto per le donne, affermando che i tempi dell’uomo erano finiti, giacché le donne, soldati in gonnella e reali forze del lavoro, avrebbero spezzato le catene che le legavano al focolare. Poeticamente, il signor Walt Disney allora riportò in auge lo spinoso problema della partecipazione politica delle donne, riconosciuta in Italia nel febbraio del 1945.
Ma per le donne di tutti i Paesi e di tutte le età, il problema non è mai stato solo l’accesso al voto politico; violenze familiari, retrograde attribuzioni di ruoli, la loro difficile integrazione nel mondo del lavoro, sono solo alcune delle difficoltà, cui recentemente si è aggiunto il diritto all’aborto.
A cent’anni dall’attribuzione di un valore ideologico alla data dell’8 marzo, molte le iniziative per ricordare e festeggiare quella che dieci secoli fa era solo “la donna angelicata”.
Chi ha un animo politico potrebbe riunirsi a Piazza Navona, dove, dalle 15.30, confluiranno i manifestanti partiti in corteo alle 14 da Piazza Bocca della Verità; con questa manifestazione unitaria CGIL, CISL e UIL sollecitano nuovamente la costruzione della Piattaforma di genere Unitaria finalizzata alla valorizzazione del lavoro anche delle donne e delle categorie più deboli, lettera morta da anni.
Per chi invece si vuole dedicare all’arte, il Comune ha concesso anche quest’anno l’entrata libera alle donne nei musei, mentre molte sono le mostre monotematiche che si terranno. Al Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo, ad esempio, “Dee e donne” sarà l’approfondimento proposto dalle assistenti museali (10€, senza bisogno di prenotazione), mentre nei municipi IX, XII, XVII e XVIII -presieduti da donne- verrà proiettato il documentario RAI “Processo per stupro” all’interno della manifestazione “La memoria ha un futuro”, indetto in collaborazione con l’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Roma, cui seguirà un dibattito presso l’Aula Consiliare del Municipio Roma XII di Via I. Silone.
All’Auditorium dell’Oratorio S. Paolo, si svolgerà alle 18 un incontro-dibattito sui diritti della donna in Guatemala, dove dal 2001 avviene quello che dalla stampa è stato definito”femminicidio”, organizzato dall’Associazione Sulla Strada Onlus. L’AIDOS (Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo), dal canto suo, anche quest’anno permetterà a chi acquista l’8 marzo nelle librerie Feltrinelli di partecipare ai suoi progetti umanitari, che vedono nella creazione di un fondo per il diritto allo studio delle bambine e ragazze di Calcutta l’obiettivo di questa edizione.
Infine il teatro. Quelli della cintura omaggiano le donne con due spettacoli. Al Teatro Tor Bella Monaca (l’8 marzo alle 21.00 ed il 9 marzo alle 17.00) “Roma ore 11”, tratto dal libro inchiesta di Elio Petri. In scena quattro giovani attrici: Anna Gualdo, Manuela Mandracchia, Sandra Toffolatti e Mariangeles Torres.

-Pezzo pubblicato su Romaweek del 1-8.03.2008-