18 marzo 2007: l"incipit


"Vieni a fare un giro dentro di me
o questo fuoco
si consumerà da sè.
E se una vita finisce qua
quest'altra vita
presto comincerà"

Con parole di altri (gli Afterhours), apro questo blog, con il fuoco che spero non si spenga mai.
Ho scritto molte parole, forse inutili o banali, o forse interessanti, irriverenti e divertenti.Le ho pubblicate altrove, ma a volte capita che dopo una giornata al mare si torni a casa solo con la sabbia nelle scarpe.
Ecco spiegato, quindi, il perchè di post retrodatati.
E' iniziata anche questa avventura..davanti, l'orizzonte. Sconosciuto. E per questo, assolutamente elettrizzante!
Buona lettura a tutti!


28 novembre 2008

In viaggio con la Momboye Dance Company

“La danza è un grido e uno scritto, è creazione e memoria”. Così si presenta Georges Momboye, coreografo della Costa d’Avorio tra i più interessanti ed apprezzati al mondo. Al Teatro Olimpico solo per il 3 dicembre, all’interno della stagione dell’Accademia Filarmonica Romana, Momboye presenterà con la sua Compagnia due classici della danza, Prélude à l’aprés midi d’un faune di Debussy e la Sacre du printemps di Stravinskij, insieme ad una prima assoluta, commissionata dalla stessa Accademia e dalla 15esima Biennale de danse du Val de Marne, Entre ciel et terre, su musiche di Bartók.
Caratteristica della danza di Momboye è la fusione tra gli elementi propri della cultura africana -per coreografia e tematiche- e quelli delle danze moderne e contemporanee. Estremamente importante è il gesto, in cui non esistono simbolismi, bensì si hanno chiari e netti significati, con intenzioni leggibili e grande spazio all’interpretazione.
Nel Prélude, Momboye è solo in scena, dovendo incarnare un fauno che si diletta a suonare il flauto e dopo incontri amorosi con delle ninfe torna a riposare beato; questa esibizione lo ha consacrato come una sorta di Nijinskij in versione ivoriana.
Per La Sacre du printemps, sul palco con lui, invece, anche sedici giovani ballerini, che in un’ardita composizione di passi e gesti che rimandano alla tradizione africana, si misurano con la difficile musica di Stravinskij.
In Entre ciel et terre, infine, nove i ballerini protagonisti, che, insieme ai musicisti, sposano la corporeità delle simmetrie di due Quartetti per archi di Bartók, con la cultura africana e il mondo occidentale.
Un’occasione davvero imperdibile, dunque, per farsi prendere dal mal d’Africa ed ammirare tecnicismi raramente proposti in maniera così perfetta.


1 dicembre
Momboye Dance Company
Teatro Olimpico
Piazza Gentile da Fabriano, 17
Ore 11.00 e ore 21.00
Biglietti: da 15 € a 30 €
Infoline: 06. 3201752
-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 29.11-5.12.2008-

I Carmina Burana di Carl Orff

“O Sorte, come la Luna mutevole, sempre cresci e decresci..”A prima vista nessuno riconoscerebbe questa frase scavando nella memoria, nemmeno se la si rendesse in lingua originale, il latino del XIII secolo.
Eppure, queste parole sono l’incipit di una delle opere classiche più conosciute al mondo: i Carmina Burana. Testi poetici di natura varia, scritti quasi totalmente in latino (solo 47 su 315 sono in alto tedesco), i Carmina Burana furono musicati, nel 1937, dal compositore Carl Orff, divenendo tra le pagine più belle della musica.
Coro, baritono, tenore e soprano sono gli ingredienti da aggiungere a note a volte convulse, altre maestose, incalzanti e tribali; l’effetto è una festa di ritmi e suoni entusiasmanti, il cui ascolto è facilitato dalla ripetitività ed elementarità della composizione musicale.
L’occasione, imperdibile, per essere trascinati nel clima goliardico di questi testi è il concerto, organizzato dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia presso l’Auditorium Parco della Musica per il 29 novembre, con repliche l’1 ed il 2 dicembre.
Sul podio, una bacchetta d’eccezione, attesissima dagli amanti della musica: Rafael Fruhbeck de Burgos, tra i migliori direttori d’orchestra del mondo, apprezzato per le sue capacità coloriste e di raffinatezza. Insieme all’Orchestra ed al Coro dell’Accademia di Santa Cecilia, il soprano Annick Massis, il baritono Lucas Meachem ed il tenore Celso Abelo.
Ad introdurre il capolavoro musicale espressionista di Orff, i Tre Notturni di Claude Debussy, scritti per orchestra e coro femminile nel 1899 e precursori di questo genere di musica, esploso durante la Prima Guerra Mondiale ed alle cui radici si fanno risalire, erroneamente, solo le composizioni di Wagner, Mahler e Richard Strauss.


Carmina Burana di Carl Orff
Trois Nocturnes di Claude Debussy
29 novembre
1 e 2 dicembre
Auditorium Parco della Musica – Sala Santa Cecilia
29 novembre ore 18.00
1 dicembre ore 21.00
2 dicembre ore 19.30
Orchestra e Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Rafael Fruhbeck de Burgos direttore
Biglietti: dai 18 € ai 47 €
Infoline: 06.8082058


-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 28.11-5.12.2008-

Carabinieri in mostra

Al Sagrario delle Bandiere al Vittoriano si inaugura il 29 una mostra dedicata ai Carabinieri nell’identità italiana, attraverso una retrospettiva da Roma Capitale alla Grande Guerra.
Allestita fino al 18 gennaio 2009, la mostra, ad ingresso libero, promossa dal Gruppo Medaglie d’Oro al Valor Militare d’Italia, ripercorre la partecipazione di questo corpo -fondato nel 1814 con le Regie Patenti di Vittorio Emanuele I di Savoia- al vivere quotidiano del Paese.
La storia dei Carabinieri viene raccontata attraverso i loro stessi protagonisti, attraverso le loro gesta e la vasta raffigurazione iconografica e popolare riproposta in mostra; immagini, dunque, ma anche oggetti e documenti presentati in un percorso diviso per sei aree tematiche che seguono l’ordine cronologico e degli eventi.
Dall’organizzazione dell’Arma, dunque, si passa alla vita quotidiana nell’Italia unita, per poi analizzare l’importante ruolo dei Carabinieri durante le calamità naturali che hanno sconvolto il nostro Paese e nel periodo del brigantaggio. Dal 1883, inoltre, i Carabinieri si stanziano anche oltremare, dove l’Italia colonialista ha conquistato terre; dal loro compito in questi luoghi da soggiogare sì, ma anche rispettare e tutelare, si passa quindi al ruolo fondamentale che il corpo dei Carabinieri ha avuto durante la Grande Guerra.
La grande storia d’Italia, dunque, vista attraverso l’evoluzione dei ruoli e dei compiti dei Carabinieri, avvalorata dai contributi storici inseriti nel catalogo della mostra, curati dal dottor Giuseppe Conti, dal dottor Roberto Bonuglia e dal dottor Flavio Carbone.


I Carabinieri nell’identità italiana. Da Roma Capitale alla Grande Guerra
29 novembre 2008- 18 gennaio 2009
Sagrario delle Bandiere – Complesso del Vittoriano
Piazza Venezia, ingresso dall’Ara Coeli
Dalle 9.30 alle 15.00 tutti i giorni, escluso il lunedi
Ingresso libero


-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 28.11-5.12.2008-

Il labirinto dei Desideri Preziosi

Si inaugura oggi, alle 18.30 presso il Tempio di Adriano, la sedicesima edizione della mostra Desideri Preziosi, organizzata dalla Camera di Commercio di Roma in collaborazione con la CNA e le altre Associazioni di settore.
Ad esporre, fino all’8 dicembre, argentieri e maestri orafi che, come ogni anno, sono stati chiamati a creare appositamente preziosi a tema: per questa edizione, si è chiesto loro di leggere la complessità labirintica del mondo globalizzato in cui viviamo, a volte celata ma ciononostante palpabile.
64 i maestri orafi romani che partecipano all’esposizione, all’interno della quale si svolge anche un concorso riservato ai giovani -dal titolo “L’Età dei Desideri”-, la cui premiazione avverrà questo pomeriggio.
Insieme alle composizioni sul tema del labirinto, sono esposte anche altre preziose creazioni; il file rouge è l’eccellenza di abili artigiani del gioiello.


Mostra Desideri Preziosi
29 novembre-8 dicembre
Tempio di Adriano
Piazza di Pietra
Ingresso liberoDalle 10 alle 22.00


-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 28.11-5.12.2008-

Alla scoperta del cioccolato

Un appuntamento mensile da novembre ad aprile per un viaggio tra i sapori della nostra tradizione, ogni volta dedicato ad un singolo alimento: questa l’idea di I sapori della terra, manifestazione di Fondazione Musica per Roma che trasforma il Teatro Studio dell’Auditorium in una sala degustazione, con tavole imbandite e percorsi grastronomici ad hoc.
Per il 1 dicembre è previsto l’incontro con il cioccolato, antico ingrediente usato nell’antichità anche per pozioni magiche. Guideranno il pubblico nel percorso Franco Rizzati dell’Offelleria Rizzati di Ferrara e Guido Gobino di Torino; accanto a loro, Vito, attore bolognese appassionato gourmet, che simpaticamente sarà il filo d’unione tra il cibo, la degustazione, la musica e le risate.
Del resto, la saggezza popolare insegna che cibo e risate sono elisir di lunga vita; meglio ancora se con un po’ di dolce in più.

1 dicembre
I sapori della terra – Il cioccolato
Auditorium Parco della Musica - Teatro Studio
Ore 21.00
Biglietto unico: 25 €Infoline: 06.80241281


-Pezzo pubbicato su RomaWeek del 28.11-5.12.2008-

22 novembre 2008

La musica "spaziale" della Sun Ra Arkestra

Concerto "dall'altro mondo" sabato 22 novembre alla Sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica: sul palco, infatti, la Sun Ra Arkestra, band nata dal genio di Sun Ra e portata a Roma per il Roma Jazz Festival.

Personaggio assolutamente stravagante -dichiarava di essere nato su Saturno da una "razza di angeli", ma è quasi certo che fosse di Birmingham in Alabama-, Sun Ra, nato Herman Poole Blount, decise di chiamarsi come il dio Sole degli egizi nel rispetto della sua metologia di pensiero, divenuta nota come afrofuturismo. Il termine filosofia veniva da Sun Ra stesso rifiutato, essendo il suo pensiero piuttosto basato sulla logica e sul pragmatismo: la gente afroamericana proviene da un altro mondo e la sua condotta di vita deriva da un mix di rosacrocianesimo, pensiero cabalistico e religione egizia. 
Come uno specchio, la musica di Sun Ra non aveva confini ben definiti, non era solo jazz, ma piuttosto, come lui stesso dichiarava, un'esperienza psichica; lo stesso nome dato alla sua orchestra Arkestra -che peraltro negli anni assunse diverse denominazioni a seconda delle occasioni, diventando Omniverse Arkestra piuttosto che Myth Science Arkestra-, stava a sottolineare non solo il re-spelling della parola "orchestra", ma anche e soprattutto la mutevolezza dei suoi componenti e della natura della sua musica. 
Composizioni per pianoforte solo, dunque, ma anche per band con più di trenta strumenti; ragtime e swing, bepop e free jazz, musica elettronica e libere improvvisazioni.
A dirigere l'attuale Sun Ra Arckestra, Marshall Allen, contralto storico della band e seguace di Sun Ra anche nella vita privata; in totale, quattordici strumentisti sul palco, pronti ad eseguire le sregolate e stravaganti note del novello dio Sole.
Buon viaggio nel futuro, dunque.

22 novembre
Sun Ra Arkestra
Auditorium Parco della Musica - Sala Sinopoli
Via P. de Coubertin, 30
Ore 21.00
Biglietto unico: 20 €
Infoline: 06.80241281

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 21-28.11.2008-

21 novembre 2008

Selvaggia-mente facendo..

L'ultimo movimento cinecoreografico del Teatro Vascello


Si conclude con due spettacoli la rassegna di danza contemporanea Movimenti Cinecoreografici al Teatro Vascello: Tell Me, della Company Blu Certini-Zerbey, ed Horror Vacui, della Compagnia Fabio Ciccalè.
Il primo- in cartellone dal 20 al 23 novembre- tratta il tema della costruzione della propria identità attraverso il dialogo con se stessi; vi sarà una scenografia virtuale, dunque, costruita con una struttra audiovisiva en direct. Coreografia, danza e voce sono di Alessandro Certini, protagonista di questo ironico dialogo dell'incomprensione, mentre l'ideazione multumediale è di Federico Bucalossi.
Dal 25 al 30 novembre, invece, conclude la rassegna Horror Vacui, una coreografia per quattro danzatori, ideata da Fabio Ciccalè.
I quattro interpreti (lo stesso Ciccalè, Federica Cutugno, Cristina Meloro e Claudia Quattrone) creano, attraverso il movimento e le sue combinazioni, una serie di composizioni-azioni visive, che, in continuo rimando tra emozioni e suggestioni, facciano reagire all'orrore che a volte ci capita di vedere e sopportare. Partendo dal vuoto culturale, dunque, si amplia lo spettro d'immagine, rrivando a toccare anche altri vuoti, compreso quello del movimento.

Movimenti Cinecoreografici
20-23 novembre: Tell Me
25-30 novembre: Horror Vacui
Teatro Vascello
Via G. Carini, 78
Biglietti: 12 € intero, 10 € ridotto
Infoline: 06.5881021

Nine Finger a RomaEuropa

Tre protagonisti -diversissimi per origine e percorso, ma al centro della scena belga- per lo spettacolo che dal 20 al 23 novembre è in cartellone al Palladium, Nine Finger; Fumiyo Ikeda, danzatrice di Osaka, nata come ballerina classica, Alain Platel, il guru del teatro-danza dall'alto dei suoi quasi due metri di statura, e Benjamin Verdonck, performer, danzatore e mimo.
Protagonista di Nine Finger è un bambino soldato africano, come lo descriverebbero i media, o una "bestia senza nazione", come invece detta il titolo del romanzo di Uzodinma Iweala, che ha ispirato il balletto; il suo nome è Agu, e come il protagonista del romanzo anche qui ha una infanzia estremamente difficile, pretesto per indagare nell'universo infantile. Mentre Verdonck interpreta le voci interiori di Agu, la Ikeada da loro corpo ed interpreta allo stesso tempo quelle della madre, degli amici, di una vita ormai assente. Una scenografia minimalista con oggetti comuni simboleggia allo stesso tempo il vuoto di Agu, della sua vita, del suo oggi e del suo domani.


Nine Finger
Dal 20 al 23 novembre
Teatro Palladium
Piazza Bartolomeo Romano, 8
Infoline: 06.57332768 dalle ore 16.00

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 21-28.11.2008-

Per una sera il genio di Herbie (Hancock)

Giunto quasi alla fine (il 30 novembre), il Roma Jazz Festival si è riservato per gli ultimi giorni di programmazione alcune cartucce che piuttosto sarebbe meglio definire pepite; tra queste, il concerto previsto per il 26 novembre, nella Sala Santa Cecilia, dell'Herbie Hancock Sextet.
L'incisore di uno degli album più venduti della storia (Empyrean Isles), vincitore di dodici Grammy Awards finora e parte del quintetto di Miles Davis dal 1963 a soli 23 anni, per l'occasione suonerà con il grande trombettista e compositore Terence Blanchard (autore di gran parte delle colonne sonore dei film di Spike Lee), per un concerto all'insegna sì del jazz, ma non solo.
Definire del resto Hancock solo un jazzista significa sminuirlo, nonostante la grandezza di questo genere; alla capacità compositiva, affianca infatti un'impredivibilità straordinaria, controbilanciata dall'altissimo tecnicismo e mixata con l'elettronica, il pop, il funk, l'hard bop e la musica classica. A ben guardare non c'è territorio di suoni che non abbia esplorato e vissuto questo sessantottenne che non s'è fatto sfuggire nemmeno la ricerca spirituale, come ha dimostrato il suo album del 1970, Mwandishi.
Sul palco con lui altri quattro musicisti di altissimo livello, oltre a Blanchard: James Genus al basso, Gregoire Maret all'armonica, Kendrick Scott alla batteria e Lionel Loueke alla chitarra, scoperto dallo stesso Hancock ed attualmente considerato uno dei nuovi talenti della chitarra jazz.
Il grande tastierista jazz ha in serbo dunque una serata da ricordare, in cui si farà fatica a stare composti sulle poltroncine e si avrà piuttosto quell'irrefrenabile bisogno di andare con mani e piedi a ritmo della sua indiavolata musica.

26 novembre
Herbie Hancock Sextet (feat. Terence Blanchard)
Auditorium Parco della Musica - Sala Santa Cecilia
Via P. de Coubertin, 30
Ore 21.o0
Biglietti: 35 € galleria, 50 € platea
Infoline: 06.80241281

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 21-28.11.2008-

Gulistan 2008: si comincia dai gitani

Si apre questa sera la rassegna Gulistan, dedicata a film e documentari sulle danze del Mediterraneo e dell'Asia Centrale, presso l'Accademia di Danza Sultana di Roma.
Il termine, che in persiano significa fiore del giardino, o rosa del giardino, sta ad indicare proprio il grande ruolo delle donne nelle danze di Paesi come l'India, l'Iran , il Marocco o la Spagna.
La rassegna, che andrà avanti con un appuntamento mensile fino a marzo 2009, si inaugura oggi con la proiezione del film Latcho Drom di Tony Gatif, un viaggio nel tempo e nello spazio alla ricerca delle radici della cultura nomade rom. Nell'arco di una giornata, infatti, si
 attraversa l'India e si approda in Spagna, attraversando l'Egitto, la Turchia, la Romania, l'Ungheria, la Slovacchia e la Francia, senza perdere nulla degli elementi essenziali delle singole comunità; il documentario è del resto frutto di più di un anno di lavoro di Gatif, che, con una piccola troupe, ha girato questi Paesi alla ricerca dei gitani e delle loro comunità ed usanze.
Ad anticipare la proiezione, una performance di danza orientale contemporanea di Paola Stella, allieva di Marialuisa Sales, curatrice della rassegna e protagonista, tra l'altro, di uno spettacolo, il 23 novembre, presso la libreria Rinascita, dal titolo Mater Matuta, dedicata alle divinità femminili delle danze dai Templi dell'India del Sud. Occasione di questa seconda performance è la presentazione del libro Storie di donne, storie di dee, raccolta di racconti a cura di Clara Panascia.
I successivi appuntamenti avranno invece per protagonisti film e documentari, tra gli altri, sulle danze del nord Africa (il 23 gennaio) e dall'Iran (il 21 febbraio).

Gullistan 2008
Dal 21 novembre al 21 marzo
Accademia di Danza Sultana
Via G. da Castel Bolognese 30/A (Stazione Trastevere)
Ingresso riservato ai soci; tessera associativa giornaliera: 4 €; per l'intera rassegna 15 €
Infoline: 06.58301238

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 21-28.11.2008-  

Selvaggia-mente...Classica!

La Boheme in forma semiscenica dell'Orchestra Le Muse


Con la regia di Maura Ippoliti, la versione semiscenica della Boheme è tra gli appuntamenti più attesi della stagione autunnale dell'Orchestra femminile Le Muse, diretta da Laura Simoniato. Dopo il successo dello scorso anno tributato alla Traviata, quest'anno è la storia d'amore tra Mimì e Rodolfo composta da Puccini che ha il compito di trovare nuovi spazi per la musica lirica, specie tra i giovani.
L'appuntamento, dunque, è domenica 23, presso la Chiesa Valdese di Piazza Cavour, dove con l'Orchestra tutta al femminile Le Muse ed il Coro Lirico Italiano, diretto da Renzo Renzi, si potranno ascoltare Susanna Cristofanelli (Mimì), Arianna Morelli (Musetta), Sergio Petruzzella (Rodolfo) e Piero Cappuccini (Marcello), tutti giovani e già affermati cantanti lirici italiani.

23 novembre
Bohème di Giacomo Puccini
Orchestra Femminile Le Muse
Laura Simoniato direttore
Chiesa Valdese di Roma
Via Marianna Dionigi, 59
Ore 17.00
Biglietti: 15 € intero, 10 € ridotto; 1 € per i giovani fino a 16 anni
Infoline: 06.48907461

Spettacolare Prokoviev

Ad un giovane classe 1977, Tugan Sokhiev, natìo dell'Ossezia, è affidata, per i concerti del 22, 24 e 25 novembre presso l'Auditorium Parco della Musica, la direzione di tre delle pagine più belle della letteratura sinfonica tussa: l'Overtoure La Grande Pasqua russa di Rimksij-Korsakov, le Variazioni su un tema rococò op. 33 di Cajkovskij e la Sinfonia n. 5 op. 100 di Prokoviev.
Se l'Overture di Rimskij-Korsakov si caratterizza per le melodie della liturgia ortodossa (racconta del resto il periodo che va tra il sabato della passione di Cristo e la domenica di Resurrezione) e per la dedica a Musorgskij e Borodin, la Sinfonia di Prokoviev è un inno positivista al popolo sovietico uscito vittorioso dalla Seconda Guerra Mondiale. Le Variazioni di Cajkovskij, infine, venivano considerate dallo stesso autore come uno dei suoi capolavori per violoncello ed orchestra; per non smentirlo nemmeno questa volta, la cavata sicura di Enrico Dindo.



22, 24 e 25 novembre
Russia Spettacolare
Tugan Sokhiev direttore
Enrico Dindo violoncello
Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Auditorium Parco della Musica - Sala Santa Cecilia
22 novembre ore 18.00
24 novembre ore 21.00
25 novembre ore 19.30
Via P. de Coubertin, 30
Biglietti: dai 18 € ai 47 €
Infoline: 06.8082058

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 21-28.11.2008-

15 novembre 2008

Con la Settimana della Storia, all'Ara Pacis si parla dei giovani

Dalla trincea alla piazza. L'irruzione dei giovani nel Novecento europeo è il tema della edizione 2008 della Settimana della Storia, curata dal dott. Luca Giansanti e dal dott. Roberto Bonuglia, ricercatori in Storia Contemporanea della facoltà di Scienze Politiche de La Sapienza.

Durante la manifestazione che si terrà all'Auditorium dell'Ara Pacis dal 18 al 22 novembre, sette tavole rotonde in programma, a cui parteciperanno i maggiori storici italiani ed internazionali, tra cui il Prof. Emilio Gentile -che terrà una lectio magistralis- ed il Prof. Giovanni Sabbatucci.
Ogni incontro, secondo la formula già collaudata nella scorsa edizione, sarà preceduto dalla proiezione di documentari storici prodotti da RAI Educational; inoltre, per la prima volta visibili al pubblico, saranno proiettati dei documentari dell'Istituto Luce in occasione di una lezione multimediale - tenuta dal regista Italo Moscati e dalla storica Mirella Serri- dal titolo I giovani tra utopia e realtà: immagini inedite del Novecento italiano.
Attraverso la presentazione, il 19 novembre, del rapporto Utilità della Storia, infine, si analizzerà il consumo di storia attraverso libri, riviste ed audiovisivi, mentre il focus di questa seconda edizione evidenzierà come siano stati i sogni e le speranze delle giovani generazioni a far muovere la Storia.
Concluderà la Settimana una conferenza di Francesco Perfetti sul mito del giovanilismo.
Una Settimana, dunque, per rendersi conto che se non si conosce il passato non si può capire nè il presente nè il futuro.

Dal 18 al 22 novembre
Settimana della Storia
Auditorium dell'Ara Pacis
Entrata da Via di Ripetta
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Per maggiori informazioni e per il calendario: http://www.settimanadellastoria2008.it/
-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 14-21.11.2008-

Un ponte per l'Asia: Asiaticafilmmediale

La Sala Petrassi dell'Auditorium Parco della Musica, il 
cinema Farnese, la sala del Tempio di Adriano e la Casa del Cinema: questi i luoghi della nona edizione di Asiaticafilmmediale - Incontri con il cinema asiatico, un festival nato dalla volontà di creare un ponte tra l'Italia ed il continente asiatico.
Come del resto tutte le arti, il cinema si è infatti mostrato strumento tra i più sensibili ai cambiamenti e più propenso ad un dialogo tra i due mondi; oltre ad eventi speciali dunque, in cartellone anche documentari e film in anteprima provenienti dall'Afghanistan, dalla Cina, dal Giappone, dall'India, l'Iran, lo Sri Lanka e la Siria tra gli altri.
Con la proiezione di The Light of Asia di Franz Osten e Himansu Rai -un classico muto della cinematografia asiatica, prima grande coproduzione tra India ed un paese occidentale- si apre il 15 l'edizione 2008, che fino al 23 novembre porrà attenzione particolare all'India.
 Tra gli eventi ad essa dedicata, Focus Mombai, una raccolta di film di ieri e di oggi dedicata a Bombay, per l'appunto, e la mostra fotografica personale di Raghu Rai, tra i più famosi esponenti della fotografia indiana, dedicata alla vita del Dalai Lama e dei Tibetani in esilio, allestita nella Sala del Tempio di Adriano a Piazza di Pietra.
Con il concerto di musica Qawwali -la musica sacra dei sufi Cishitiyya del sub continente indiano-, di Fareed Ayaz & Abu Muhammad Qawwal, notissimo gruppo Qawwali di otto elementi, si conclude il 23 la rassegna, che prevede, come ogni altro festival del cinema, film e documentari in concorso, che verranno premiati tra gli altri con il Premio Roma e quella Netpac.

Dal 15 al 23 novembre
Asiaticafilmmediale
Luoghi vari
Infoline: 06.39388386
Sito web: www.asiaticafilmmediale.it

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 14-21.11.2008-

Selvaggia-mente facendo..

Malgré Tout di Moto Armonico

Prodotto dall'Associazione Amici della Musica di Trapani,
 Malgré Tout è un duo di danza contemporanea della Compagnia Moto Armonico. Lo spettacolo, in scena il 15 novembre presso la Fonderia 900, ha per protagonista Silvia Giuffrè e Patrizia Lo Sciuto, quest'ultima anche coreografa dello spettacolo, insieme a Betty Lo Sciuto.
Attraverso le musiche di Handel, Mahler, Offenbach e Norah Jones tra gli altri -e con un brano tratto da Il codice di Peralà (L'omino di fumo) di Palazzeschi, recitato da Dario Garofalo, la danza delle due donne, che sono innanzitutto corpo, attraversa la drammaticità della consapevolezza della contrapposizione tra amore e odio, dolore e gioia, attrazione e repulsione, fino al raggiungimento dell'unisono con le pulsazioni sanguigne.

Sabato 15 novembre
Malgrè Tout
Compagnia Moto Armonico Danza
Fonderia della Arti
Via Assisi, 31
Ore 21.00
Infoline: 06.7842112

Ancora Noir per il Sala Uno

Prosegue la Rassegna Noir al Teatro Sala Uno, con diversi spettacoli di danza anche questa settimana. Il 14, la Compagnia di teatro e danza GIANO porta in scena L'impermanenza "vi vorrò bene per il male che mi avete fatto", parte di un'opera alchemica sulla trasformazione, denominata CONTENGO e dedicata ai cinque elementi della natura.
Dopo aver affrontato con Rivoltura l'elemento aria, ora è la volta della terra, elemento anche di decomposizione per la conseguente fertilità e nascita di un nuovo seme. Legandosi dunque alla culture mesoamericane, L'impermanenza è uno studio sul lutto e sul rito pagano di incubazione; un rimpastarsi della terra che, fecondata, fa nascere qualcosa da ciò che è morto.
Il respiro di Adama, in cartellone per il 19 novembre ma rimandato ad altra data, viene invece sostituito da Cruor-sottrazione, di e con Alessandra e Antonella Sini, che propongono il tema del "doppio" alla ricerca di una parte "ombra" che ci riguarda tutti e ci rappresenta.

Rassegna Noir
 14 novembre: L'impermanenza "vi vorrò bene per il male che mi avete fatto"
15 e 16 novembre: Cruor - Sottrazione
Teatro Sala Uno
Porta San Giovanni, 10
Ore 21.00; domenica ore 18.00
Biglietti: dai 12 € ai 15 €
Infoline: 06.7009329

Le Destinazioni di Ballet-ex

Un viaggio nel mondo mitologico e celeste alla ricerca dell'uomo contemporaneo: è Destinazoni, spettacolo della compagnia Ballet-ex di Luisa Signorelli, che ne ha curato anche le coreografie. Lo spettacolo, presente come coreografia ospite all'interno della rassegna E-novaction promossa da Mediascena Europa, sarà il 20 novembre al Teatro Don Bosco, per poi andare al Viganò a dicembre e quindi girare per una tournèe italiana.
I mondi antitetici di ciclopi ed angeli, attraverso le destinazioni consistenti nelle scie del loro percorso, è un così un modo per l'uomo contemporaneo per avventurarsi nel mondo, riscoprendo le emozioni, le paure ed i sentimenti che lo contraddistinguono e da cui non può staccarsi.
Le musiche sono di Arvo Parth e Ohilip Glass, perfette per lo stile neoclassico e contemporaneo della Compagnia, vincitrice recentemente, tra l'altro, del primo premio categoria neoclassico all'International Dance Competition di Atene.

20 novembre
Destinazioni
Compagnia Ballet-ex
Teatro Don Bosco
Via Publio Valerio, 63
Ore 21.00
Biglietti: intero 8 €, ridotto 6 €
Infoline: 339.4767039

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 14-21.11.2008-

14 novembre 2008

I ritratti ed autoritratti di Castel Sant'Angelo

Si inaugura il 19 novembre, presso il Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo, una mostra pittorica monografica dedicata al ritratto e all'autoritratto degli artisti che hanno lavorato a Roma.
Organizzata dal Centro Europeo per il Turismo, la mostra resterà allestita fino al 22 febbraio 2009 e si pone in continuità con le altre mostre precedentemente svoltesi nel Museo di Roma (Papi in Posa dal Rinascimento a Giovanni Paolo II e La Porpora Romana. Ritrattistica cardinalizia a Roma dal Rinascimento al Novecento) e presso Castel Sant'Angelo (Il Principe Romano. Ritratti dell'Aristocrazia Pontifica nell'Età Barocca).
Dopo dunque ritratti di personaggi illustri quali Pontefici, principi e cardinali, con la presente rassegna si vuole indagare più precisamente sul ritratto e l'autoritratto, manifestazioni artistiche che richiedono schemi e caratteristiche tipologiche ben precise, a seconda del soggetto.
Provenienti da collezioni pubbliche - quali quella ad esempio del Museo del Bargello di Firenze e della Galleria Estense di Modena- e soprattutto private - collezione Koelliker e collezione Faldi tra le altre- i ritratti esposti hanno per soggetti architetti, pittori e grandi artisti che hanno contribuito, nel periodo che va dal Rinascimento al '700, a rendere Roma un luogo di concentrazione di opere d'arte.
Attenzione particolare è stata posta dai curatori a quelle opere più sconosciute ed inedite; acanto dunque al busto di Michelangelo ad opera del Giambologna (esposto al Bargello di Firenze) ed agli autoritratti del Vanvitelli e di Gian Lorenzo Bernini, si potrà ammirare un autoritratto di Andrea Pozzo intento a dipingere la volta di Sant'Ignazio (proveniente dalle stanze private del Gesù di Roma) e l'inedito ritratto del poeta Metastasio, realizzato dal pittore di Corte austriaco Martyn vab Mytens.
Ad emblema della rassegna, infine, l'opera di Andrea Pozzo proveniente dalla Chiessa S. S. Nome di Gesù all'Argentina, di proprietà del Ministero dell'Interno Fondo Edifici di Culto, quale significativo messaggio trasversale dell'interno vernissage.

Dal 19 novembre 2008 al 22 febbraio 2009
Artisti a Roma-Ritratti ed autoritratti di pittori, scultori ed architetti dal Rinascimento al '700
Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo
Lungotevere Castello, 50
Infoline: 06.6819111
Dal martedi alla domenica 9-19; lunedi chiuso

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 14-21.11.2008- 

Attraversamenti multipli. Il festival che si muove

Si può fare arte anche in posti urbani, insoliti, come le stazioni della metro? Si può fare un Festival a intermittenza ed itinerante?Assolutamente sì; è il caso di Attraversamenti Multipli -festival organizzato da Margine Operativo-, giunto all'ottava edizione con un crescente successo di pubblico e la cui adozione di spazi urbani mutanti e di passaggio quali sedi per la manifestazione deriva dal loro assurgersi a simbolo della complessività della nostra epoca e delle stratificazioni contenute in ogni città.
La prima sezione di Attraversamenti Multipli è iniziata lo scorso 11 novembre, con una tappa intermedia il 13 per finire poi domani, 15 novembre, in tre diversi luoghi della Capitale; la seconda sezione, invece, avrà luogo il 9 e l'11 dicembre.
In programma per il 15 un evento notturno in un "luogo mutante" di Roma, le Officine Marconi, location simbolo delle trasformazioni del tessuto urbano della città; alle 18.00 è previsto un incontro/confronto, coordinato da Graziano Graziani ed Attilio Scarpellini, incentrato sulle trasformazioni della metropoli e le parallele interazioni coi codici artistici contemporanei.
Dalle 21 alle 24 seguiranno in non stop spettacoli di teatro, danza, installazioni e performances di vario genere, sia negli spazi interni delle Officine che in quelli interni, create tra gli altri da Casina Benedetta (Ptah), Semivolanti (Pulmino Fiat Theatre) e Claudio Calia (una live comics/presentazione del libro a fumetti Caro Babbo Natale).
A partire dalle 23, infine, il concerto di musica elettronica di Marco Messina (dei 99 Posse) e Costanza anticiperà il dj set breakbeat di dj SoundTherapy, che insieme al video live performances di Riot Generation Video chiuderà la prima parte del Festival.

Festival Attraversamenti Multipli
11, 13 e 15 novembre; 9 e 11 dicembre
15 novembre presso Officine Marconi
Via Biagio Petrocelli
Dalle 18.00 alle 3.00
Ingresso gratuito
Infoline: 06.2757973

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 14-21.11.2008- 

Festival Nuova Consonanza. Alla scoperta dei nuovi linguaggi musicali

Focus-On è il sotto-titolo della 45esima edizione del Festival Nuova Consonanza che si apre il 16 novembre. Dieci gli appuntamenti in programma, fino al 15 dicembre, per questo mese di esplorazione de linguaggi artistici contemporanei. L'evoluzione di quelli musicali è il tema di questa edizione, che si apre con la maratona musicale dedicata all'impurità linguistica, Musica Impura 3, una festa d'autunno a Villa Aurelia.
Tra gli omaggi ad importanti artisti, da segnalare l'evento dedicato ad Ennio Morricone per i suoi 80 anni (il 3 dicembre), e l'appuntamento con la poesia, dedicato a Borges (il 7 dicembre). 
Il 17 novembre il Festival si sposta poi al Teatro Sala Uno con Il canto del Golem di Gustav Meyrink; uno spettacolo a metà strada tra l'espressionismo e il surrealismo, la Kabbala e l'antica leggenda del Golem.
Per la sezione workshop, dall'1 al 6 dicembre il Conservatorio di Roma ospiterà DE MUSICA ovvero la fabbrica della creatività, un laboratorio -tenuto da Alvise Vidolin- sullo stato dell'arte e l'elaborazione dei suoni in tempo reale, anche tramite il computer.
Nel mese del Festival si terrà la finale, il 14 dicembre, del Concorso Internazionale di Composizione Franco Evangelisti, quest'anno dedicato alle musiche dal vivo per video d'autore; il Gruppo Strumentale di Marco Angius eseguirà le composizioni finaliste.
L'ultimo appuntamento in programma è, al Teatro Studio, il 15 dicembre, con INFERNO (1911) da La Divina Commedia di Dante, un lungometraggio di Francesco Bartolini ed Adolfo Padovan, musicato live da Edison Studio.

Dal 16 novembre al 15 dicembre
Festival Nuova Consonanza
Luoghi vari
Biglietti: interi 10 €, ridotti 6 €; abbonamento a tutta la manifestazione 30 € intero, 20 € ridotto
Ingresso gratuito concerti del 27 novembre, 1 e 14 dicembre
Infoline: 06.3700323

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 14-21.11.2008-

Selvaggia-mente...Classica!

Brunello Baroque Experience


Venerdì 14 novembre, nella Sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica, in programma un concerto dedicato a bach e Vivaldi, diversi eppure affini compositori vissuti a cavallo tra il Seicento ed il Settecento.
Alla ricerca delle affinità tra i due è dedicato l'esperimento Barocco Experience di Mario Brunello, violoncellista attratto dagli esperimenti musicali. Un raffronto tra tre Sonate dell'autore delle Quattro Stagioni e le Sei Suites per violoncello del compositore tedesco sono al centro di questo concerto, in cui Brunello è affiancato da un gruppo di musicisti; sebbene rappresentanti insigni del barocco, entrambi infatti diedero vita a manifestazioni diverse del sentire, originando l'uno una musica ricca di filosofia e spiritualità luterana, l'altro una carica dell'italianità squillante. Inoltre, sono molte le composizioni per clavicembalo ed organo che Bach realizzò dai concerti di Vivaldi, il che permette un più facile accostamento dei due autori ed una analisi più approfondita.

14 novembre
Brunello Baroque Experience
Mario Brunello violoncello
Roberto Loreggian cembalo e organo
Francesco Galligioni violoncello
Ivano Zanenghi arciliuto e tiorba
Evangelina Mascardi liuto, torba e chitarra barocca
Musiche di J. S. Bach ed A. Vivaldi
Auditorium Parco della Musica - Sala Sinopoli
Via P. de Coubertin, 30
Ore 20.30
Biglietti: dai 18 € ai 33 €
Infoline: 06.8082058

Il Delirio Amoroso di Handel

Il Delirio Amoroso di Handel è una corposa cantata per oboe, violino, violoncello, contrabbasso, cembalo e flauto oltre che per voci. L'esecuzione di quest'opera del compositore tedesco è prevista per il 21 novembre, all'Auditorium Parco della Musica, con la direzione di Fabio Bonizzoni e la presenza di due soprani ed un contralto (rispettivamente Roberta Invernizzi, Yetzabel Arias Fernandez e Romina Basso).
La cantata di Handel si compone di 13 brani ed è divisa in due parti; attraverso un recitativo iniziale, si narra di Tirsi, che è morto, e di Clori, della sua vita dopo la morte di Tirsi. Il dolore d'amore fa perdere a Clori la ragione prima, la vita poi, mentre Tirsi non corrisponde questi suoi sentimenti.
Le parole sono di Benedetto Panfili, autore anche del testo del Trionfo del Tempo e del Disinganno e di Apollo e Dafne.

21 novembre
Delirio Amoroso - Le canzoni italiane di Handel
Fabio Bonizzoni direttore
Roberta Invernizzi soprano
Yetzabel Arias Fernandez soprano
Romina Basso contralto
Auditorium Parco della Musica - Sala Sinopoli
Via P. de Coubertin, 30
Ore 20.30
Biglietti: dai 18 € ai 33 €
Infoline: 06.8082058

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 14-21.11.2008-

08 novembre 2008

Selvaggia-mente facendo..

La Somnambule che ha ispirato Bellini

Dall’8 al 14 novembre è in scena al Teatro Nazionale La Somnambule, con musica di Ferdinand Hérold.
Con il nuovo allestimento del Teatro dell’Opera, la regia di Beppe Menegatti e le coreografie di Luciano Cannito, l’Orchestra ed il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera ci portano in un villaggio della Provenza, dove la giovane Thérèse provoca uno scandalo comparendo nel cuore della notte nella stanza degli ospiti di una locanda, vestita degli abiti da camera, provocando il ripudio del suo fidanzato.
Tuttavia, la sua apparizione sui tetti, con la medesima mise ed in evidente stato di sonnambulismo, porta al lieto fine tra i due giovani.
Nata come opera teatrale di Eugène Scribe, fu trasformata in balletto nel 1827 da Jean-Pierre Aumer, per diventare poi ispirazione di Vincenzo Bellini per la sua opera omonima; le successive coreografie del balletto sono stata create da Marius Petipa e George Balnchine.

Dall’8 al 14 novembre
La Somnambule
Teatro Nazionale
Via del Viminale, 51
8, 11 e 14 novembre ore 20.30
9 novembre ore 16.30
12 e 13 novembre ore 11.00 per le scuole
Biglietti: 23 €
Infoline: 06.48160255


Gli eventi noir del Teatro Sala Uno

Triplice appuntamento con la danza al Teatro Sala Uno per la rassegna Eventi Noir.
In scena il 12 novembre, Omaggio a Jean Fautrier, di e con Flavio Arcangeli. La domanda che si pone il regista-ballerino è se si possano produrre atti creativi anche in una società in cui esistono campi di sterminio, genocidi e bombe atomiche; per Fautrier, pittore della crisi, la materia è realtà esistenziale, capace di trattenere le sensazioni più labili e profonde dell’essere. Arcangeli, dunque, traspone questo dialogo con il proprio incoscio nel rapporto che ha il corpo con la memoria, che lo rende materia plasmabile e satura di esperienze.
Il secondo evento noir della rassegna è invece un assolo di danza butoh, I capelli della santa, di Samantha Marenzi, che, indagando su quelle donne divenute con gli anni simbolo di molte, si è soffermata su due tra le figure più complete per capacità d’amare e potenza di determinazione della storia: Fatima, figlia del profeta Maometto, e A’isha, la più giovane tra le sue mogli. Due donne che potevano solo scegliere tra l’esser madri o sante.
Ultimo appuntamento della settimana è, infine, ECO, inteso come risonanza di una motivazione e di un passaggio interiore che riporta al nikutai giapponese. Lo spazio ed il tempo interiore da rispettare, diverso per ogni essere umano, risonanza di una consapevolezza. In scena, Alessandra Cristiani su musiche di Claudio Moneta.

12 novembre: Omaggio a Jean Fautrier
Ore 21.00
13 novembre: I capelli della santa
Ore 19.00
13 novembre: ECO
Ore 21.00
Teatro Sala Uno
Piazza di Porta san Giovanni, 10
Biglietti: 15 € intero, 12 € ridotto
Infoline: 06.7009329


-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 7-14.11.2008-

I "cari amici miei" di Maurizio Battista

Uno dei comici più amati a Roma torna al Teatro Olimpico dall’11 novembre al 7 dicembre con Cari amici miei..come giochi, giochi male! Lui è Maurizio Battista, ex barista con un senso comico molto spiccato, approdato in tv più di dieci anni fa e noto al grande pubblico per la partecipazione a Colorado Cafè.
Dopo il successo della scorsa stagione di Faccio tutto da solo…dalla A alla L, Battista torna con un inedito one man show, da lui scritto e dedicato ai pregi dell’Italia, perché non è solo terra di camorra, mafia e malapolitica, ma piuttosto di grande potenzialità ed eccellenze.

Cari amici miei…come giochi, giochi male! è il tuo nuovo spettacolo..tre aggettivi per descriverlo?
Tre è difficile! Sicuramente però vi posso dire che è uno spettacolo intelligente, divertente..e siccome sono presuntuoso, avvincente!
Nella locandina dello spettacolo c’è un asso di spade del mazzo di carte, con te aggrovigliato intorno alla spada; hai sempre avuto locandine colorate ed attrattive, ma questa volta l’asso di spade perché?
Per tre ragioni: la prima è perché col tempo sono diventato un asso della comicità, la seconda perché è la mia carta preferita -del resto bisogna sempre avere un asso nella manica!- e poi perché, in un mondo di scartine (e qui i romani sanno che voglio dire!), almeno quattro assi ci vogliono!
In attesa che trovi gli altri tre assi necessari a fare poker, Battista ci spiega come, più che prender di mira i vizi degli italiani, ha piuttosto voluto esaltare le virtù del Bel Paese e dei suoi figli, toccando vari argomenti, dall’economia al teatro, da Trilussa alle strisce blu.
Se in una rivelazione statistica, alla domanda “Sei contento dell’Italia?” l’85 % ti risponde di sì, il 43% di no e il 12 % è in forse, il conto totale della percentuale non torna, per cui c’è qualcosa che non va! Invidio tutti i politici; gli italiani sono un popolaccio, difficile da amministrare; eppure loro si impegnano quanto meno a provare a mettere un po’ d’ordine!
Parlare benissimo dell’Italia, dunque, ma benino degli italiani sembra essere il canovaccio di questo spettacolo; stare per un mese in cartellone con uno spettacolo comico ti risulta faticoso?

Assolutamente no! È faticoso se lo si fa come un lavoro, un obbligo da svolgere per guadagnare. Per me invece è un piacere, una missione. Senza contare che chi non è divertente nella vita, non riesce ad esserlo nemmeno sul palco, e sicuramente non per un lungo periodo..ma non è il mio caso, come ho già detto prima, io sono un asso della comicità!


Cari amici miei…come giochi, giochi male!
Dall’11 novembre al 7 dicembre
Teatro Olimpico
Piazza Gentile da Fabriano, 17
Ore 21.00, domenica solo pomeridiana ore 18.00
Biglietti: dai 15 € ai 31 €
Infoline: 06.3265991


-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 7-14.11.2008-

Con il gagaku un ritorno alla Corte Imperiale giapponese

In programma per il 10 novembre, presso il teatro Studio dell’Auditorium, un concerto assolutamente imperdibile, organizzato in collaborazione con l’Istituto Giapponese di Cultura: i danzatori e l’orchestra Ichihimegagaku di Kyoto.
La loro è una musica raffinata, elegante, come del resto sta a significare la traduzione letterale del genere a cui appartiene, il gagaku.
Nato dalla fusione di elementi della musica d’intrattenimento cinese, di quella usata nelle celebrazioni annuali shintoiste e della musica manciuriana nota come komagaku, il gagaku ha una storia millenaria; se inizialmente veniva usata come musica ufficiale e pubblica, in epoca Heian -in parallelo con il fallimento dello Stato centralizzato e burocratico di stampo cinese- essa divenne piuttosto la musica della ristretta aristocrazia di corte. Fu solo a partire dagli anni Sessanta del ‘900 -con la sconfitta giapponese nella Seconda Guerra Mondiale e la desacralizzazione della figura dell’imperatore- che il gagaku tornò ad avere diffusione anche tra il grande pubblico, grazie al distacco dei musicisti gagaku dalla Corte Imperiale e all’avvio di una produzione autonoma.
Attualmente, il gagaku viene realizzato in due modi: come kangen, cioè come concerto di musica per fiati, corde e percussioni, o come bugaku, con musica e danza senza strumenti a corda.
Proprio al bugaku appartiene l’arte dell’Orchestra di Kyoto, che accosta al repertorio della tradizione le musiche nuove del Giappone contemporaneo; non a caso, in programma nel concerto, verrà eseguito, oltre a tre brani della tradizione del gagaku della Corte Imperiale Giapponese, anche Shuteiga (Nel giardino d’autunno), del Maestro Toru Takemitsu, timbricamente tra le più originali del gagaku contemporaneo.
Sia i costumi che gli strumenti utilizzati nello spettacolo appartengono alla tradizione; tra questi, dunque, si avrà la possibilità di ammirare il ryûteki, l’hichiriki e lo shô, strumenti a fiato che si differenziano tra loro nell’esecuzione musicale; mentre i primi due, infatti, eseguono in eterofonia la melodia, il terzo produce invece una sequenza di accordi prolungati. Oltre agli strumenti a fiato, infine, anche il kakko, il taiko e lo shôko, strumenti a percussione da suonarsi secondo metodologie rigorose e differenti.


10 novembre
Gagaku – Musica della Corte Imperiale Giapponese
Danzatori e Orchestra Ichihimegagaku di Kyoto
Auditorium Parco della Musica – Teatro Studio
Via P. de Coubertin, 30
Ore 21.00
Biglietto unico: 15 €Infoline: 06.8082058


-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 7-14.11.2008-

Selvaggia-mente...Classica!

E’ ancora Mendelssohn per Kurt Masur

Secondo appuntamento della stagione presso l’Auditorium Parco della Musica per la rassegna dedicata al bicentenario della nascita di Felix Mendelssohn, geniale compositore tedesco morto a soli 38 anni.
Dopo l’Elias presentato dal direttore Kurt Masur la scorsa settimana, l’8, il 10 e l’11 novembre la medesima bacchetta dirigerà l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia ed il violino di Sergey Khachatryan in un programma dedicato al Mendelssohn più giovane.
L’overture La grotta di Fingal tratta da Le Ebridi, dunque, ma anche il Concerto per violino op. 64 e la Sinfonia n. 3 detta Scozzese compongono il programma di questa serata ribattezzata "Scozia Felix", in onore della terra che ha ispirato durante i suoi dieci viaggi in Gran Bretagna il giovane Felix.
Se ciò non bastasse a convincere il pubblico, il giovane Khachatryan –un fuoriclasse dell’archetto, il più giovane vincitore nel 2000 del premio Sibellius- suonerà con uno Stradivari Huggins del 1708, affidatogli dalla Nippon Music Foundation.

8, 10 e 11 novembre
Mendellsohn, Die Hebriden, ouverture op. 26 “Fingalsohle”
Mendellsohn, Concerto in mi minore per violino op. 64
Mendellsohn, Sinfonia n. 3 in la minore op. 56 “Scozzese”
Kurt Masur, direttore d’orchestra
Orchestra dell’Accademia di santa Cecilia
Sergey Khachatryan violino
Auditorium Parco della Musica – Sala Santa Cecilia
Via P. de Coubertin, 30
8 novembre ore 18.00
10 novembre ore 21.00
11 novembre ore 19.30
Biglietti: dai 18 € ai 47 €
Infoline: 06.8082058



Il cavaliere della rosa di Richard Strauss al Teatro dell’Opera

Nata dalla collaborazione tra Hugo von Hofmannsthal e Richard Strauss, Il cavaliere della rosa è una commedia per musica in tre atti, rappresentata per la prima volta nel 1911 a Dresda, ad opera del regista Max Reinhardt, a cui sembra si debba gran parte della versione attuale.
Un nuovo allestimento realizzato in coproduzione con il Théatre du Capitol di Tolosa è in programma dal 12 al 16 novembre al Teatro dell’Opera, con la direzione di Gianluigi Gelmetti, la direzione del coro di Andrea Giorgi e la regia di Nicolas Joel.
Opera lirica ambientata nell’entourage dell’aristocrazia viennese intorno alla metà del Settecento, ha per sfondo i primi anni di regno dell’imperatrice Maria Teresa; tra i personaggi principali, il giovane nobile Octavian, la giovanissima e ricca Sofia, il signore di Faninal, il barone Ochs di Lerchenau -promesso sposo di Sofia- e la Marescialla Maria theresa, principessa di Werdenberg.
L’opera viene messa in scena in lingua originale con sovratitoli in italiano.

Dal 12 al 16 novembre
Richard Strauss, Der Rosenkavalier
Gianluigi Gelmetti, direttore d’orchestra
Andrea Giorgi, maestro del coro
Orchestra e Coro del Teatro dell’Opera
Teatro dell’Opera
Piazza Beniamino Gigli, 1
12, 13, 14, novembre ore 20.30
15 novembre ore 18.00
16 novembre ore 16.30
Biglietti: dai 26 € ai 150 €
Infoline: 06.48160255
-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 7-14.11.2008-

04 novembre 2008

My America

In quest'ultimo anno sono stata tre volte in America, per periodi più o meno lunghi, ed in zone differenti di questo grande continente.
Il popolo americano è stupefacente; dove c'erano le Torri Gemelle oggi ci sono gru, persone in sosta a pregare, curiosi, turisti. Ma ci sono anche tutti i progetti di ricostruzione o di costruzione di un' "altra cosa" che sia sì "di riempimento", ma fondamentalmente di memoria.
Ero lì l'11 settembre dell'anno scorso; in quella città meravigliosa che è New York. Ero in taxi sul ponte di Brooklyn e nel cielo si innalzavano le due grandi luci che ora ci sono al posto delle Twin Towers.
Ero l' in quel giorno di celebrazione, non c'era nessun astio verso nessuno.
Solo voglia, tanta, di ricordare nel rispetto e con dolore i molti morti, le molte vittime ed i molti eroi. Vicino alle Twin Towers c'è una stazione dei pompieri; la prima unità che in quel giorno del 2001 si è mossa a spegnere quello che sembrava essere inizialmente un incendio.
Ora la porta del garage da dove escono normalmente le autobotti è perennemente aperta; sui muri ci sono foto di uomini e ragazzi che sono usciti da quella porta con la propria squadra pensando di andare a sedare un incendio.
E che non sono più rientrati da lì.
Da allora ci sono sempre fiori freschi ai lati della strada di quel garage. E' diventato un luogo di "necessario" passaggio e commemorazione.
Non ho mai sentito nè visto in quest'anno nessun americano guardare male o di sbieco qualcuno solo perchè indossava un chador o perché aveva la lunga barba nera, come invece a volte capita qui da noi.
Ho visto solo gli occhi lucidi di chi ha ogni giorno sotto gli occhi il ricordo di un massacro che ha colpito chiunque, anche se al di là del Pacifico.
Ho visto invece manifestazioni contro la guerra in Iraq, con gli occhi speranzosi che quelle rimostranze potessero far finalmente tornare a casa con le proprie gambe i figli, gli amici, i fratelli, spediti da un Governo a combattere "il nemico".
Ho visto spille e striscioni e volantini pro Obama anche nel più sperduto paesino della California, all'interno del vaso e solitario parco di Yosemite. Ho visto la cordialità e generosità di una gente che è stanca di soffrire e tremare al pensiero di un parente con in braccio un fucile e la testa piena di incubi, perché obbligato a "servire il proprio Paese".
Ho potuto scorgere quella voglia di Nuova Frontiera che già prese gli animi degli americani negli anni Sessanta.
Ho visto le molteplici misure di sicurezza per andare ovunque, anche solo per entrare in un museo sulla storia dei natii d'America.
Perché purtroppo "il nemico" è tra loro, tra noi, ovunque. Questa è l'eredità che abbiamo avuto.
Non hanno paura "del musulmano" ormai. Hanno piuttosto paura di soffrire ancora per l'azione di una qualsiasi persona fomentata da presunte motivazioni religiose, politiche, economiche.
Sono in attesa di un cambiamento.
Hanno paura di chi non riescono più ad identificare precisamente, ubriacati dai molteplici segnali politiche che li hanno indotti a credere ora fosse Bin Laden, ora Saddam, ora l'Afghanistan ora l'Iran. Ubriacati dalla leva del terrore che dai vertici politici viene costantemente azionata.
Camminando si vedono moltissime famiglie con bimbi al massimo di 7 anni; come se solo da qualche anno a questa parte gli americani avessero inteso quanto sia importante avere accanto qualcuno che si ama e da cui essere amati. Come se avessero paura di perdersi la vita; come se fosse necessario dimostrare al mondo intero di essere in grado di rialzarsi, pronti a rimboccarsi le maniche per ricostruire ciò che è andato distrutto, edificio o economia, status o affetti che sia.
La voglia di ricostruzione è palpabile in ogni angolo ed in ogni dove; sembrano tutti mossi da un'irrefrenabile necessità di "fare".
C'è una frase di Lord Acton che dice "La libertà è non un dono ma una conquista; è uno stato non di riposo ma di sforzo e crescita...non un dato ma uno scopo...il prodotto lento e il risultato più alto della civiltà".
Sembrano conoscere tutti queste parole.
Mi auguro che vogliano cambiare e non lasciarsi più attrarre da quel finto e nocivo paternalismo che finora ha nascosto solo i più biechi interessi privati e le personali avidità di ricchezza e potere.
Mi auguro di non aver travisato, nel corso di tutte le mie visite, il loro credere fermamente ad una promessa di rinnovamento di un giovane uomo nero.
Sarebbe il tradimento più grande che gli stessi americani si farebbero. Perché rinuncerebbero a ciò che credono e sentono, facendo fermare i loro passi da una paura troppo grande.