18 marzo 2007: l"incipit


"Vieni a fare un giro dentro di me
o questo fuoco
si consumerà da sè.
E se una vita finisce qua
quest'altra vita
presto comincerà"

Con parole di altri (gli Afterhours), apro questo blog, con il fuoco che spero non si spenga mai.
Ho scritto molte parole, forse inutili o banali, o forse interessanti, irriverenti e divertenti.Le ho pubblicate altrove, ma a volte capita che dopo una giornata al mare si torni a casa solo con la sabbia nelle scarpe.
Ecco spiegato, quindi, il perchè di post retrodatati.
E' iniziata anche questa avventura..davanti, l'orizzonte. Sconosciuto. E per questo, assolutamente elettrizzante!
Buona lettura a tutti!


27 marzo 2009

Paolini, Sieni e Lombardi per Le ceneri di Gramsci

Tre grandi nomi dello spettacolo italiano per un esperimento teatrale che unisce poesia, danza e teatro: è Le ceneri di Gramsci, in scena dall'1 all'8 aprile al Teatro India. Basato sull'omonima raccolta di poemetti di Pier Paolo Pasolini, Le ceneri di gramsci vede coinvolti Virgilio Sieni e Sandro Lombardi nel creare un dialogo tra danza e parola, azione e movimento, pensieri e figure, poesia e politica.
Ambientato nel Cimitero degli Inglesi a Roma, davanti alla tomba di Gramsci, lo spettacolo riprende il colloquio immaginato da Pasolini col politico italiano, in una primavera romana oscura e sporca, simbolo della lontananza di quello che Gramsci definiva il "maggio italiano" delineante "l'idea che illumina", il pensiero marxista.
Si materializza pian piano il sogno soggiaciuto nei poemetti, l'essere, cioè, Pasolini in qualche modo fratello di Gramsci per ideali, condizioni sociali e percezione della realtà.
Ecco dunque che Lombardi e Sieni creano una drammaturgia in cui la recitazione del primo fa da base alla danza del secondo, che è al contempo complementare della narrazione orale e della narrazione silenziosa, in un continuo scambio di fisicità, figurazione e parole.
La storia, sia essa universale, ideologica o narrazione dei fatti, diventa dunque un dialogo a più livelli: tra Pasolini e Gramsci e tra Lombardi e Sieni, in un continuo rimando tra le due figure umane e le due forme d'arte, intese come facce della medesima medaglia e forme d'espressione complementari. Parole e danza si sviluppano insieme, si sovrappongono e dissociano, portando ad una riflessione sui sensi e le percezioni del corpo e della storia, al di là della polisemia implicita nel linguaggio poetico.
Una prima collaborazione tra i due protagonisti della scena italiana di ricerca che rende Le ceneri di Gramsci ancora più perfetto.

Dall'1 all'8 aprile
Le ceneri di Gramsci
Teatro India
Lungotevere dei Papareschi, 1
Tutte le sere ore 20.30, la domenica, il 7 e l'8 aprile ore 21.00
Biglitti: 15 € intero, 12 € ridotto
Infoline: 06.684000346

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 27.03-02.04.2009- 

..Padam...Padam..Piaf!

Edith Giovanna Gassion, figlia di un saltimbanco e d'una cantante di strada, cresciuta tra la miseria del quartiere di Belleville e un bordello in Normandia, meglio nota come "passerotto", piaf.
E' lei, Edith Piaf, la voce più bella della musica francese del '900, figura delicata fisicamente e d'animo, la protagonista dell'omaggio di Sonia Nifosi, Padam Padam Piaf, in scena al Teatro del'Angelo dal 27 marzo al 5 aprile.
La prolifica attività della Piaf, unita alle peripezie e ai molti incontri di vita, hanno portato la Nifosi, che ne è anche la regista, ad immaginare tante donne diverse a rappresentarla, simboli delle molteplici sfaccettature della sua personalità e della sua carriera artistica.
Un racconto della vita della Piaf attraverso le parole di chi le è stato vicino, come la sorella Simone Berteaut, i suoi tre impresari (Leplée, Asso e Berrier), il suo grande amore Marcel Cerdan e l'amico Jean Cocteau (autore del suo epitaffio, morto d'arresto cardiaco qualche ora dopo aver appreso la notizia).
Delle più di 260 canzoni, la Nifosi ne ha scelte 29, simbolici racconti di vita, a cui ha aggiunto testi tratti dalle sue biografie e la ricerca sulla gestualità che ne ha contraddistinto i concerti.

Dal 27 marzo al 5 aprile
Padam...padam..Piaf
Teatro dell'Angelo
Via Simone de Saint Bon, 19
Tutti i giorni alle 21.00; la domenica ore 17.30; lunedi riposo
Biglietti: dai 15 € ai 24 €
Infoline: 06.3720958

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 27.03-02.04.2009-

Selvaggia-mente facendo..e..Selvaggiamente Classica!

Al Santa Chiara Un fiore non parla

Nel calendario de I venerdi al Santa Chiara, oggi è di scena il Collettivo ImproBabilon con Un fiore non parla, spettacolo di improvvisazione che prende spunto dall'attenzione per l'ambiente e dalla relazione tra uomo-corpo e natura.
Danza, fotografia e musica si riuniscono per cercare tutto ciò che è molto piccolo, quel dettaglio prezioso che, però, solo per le sue dimensioni, è a volte sottostimato; una galleria fotografica realizzata con una vecchia Mamiya biottica è alla base del lavoro del Collettivo, che in un work in progress trae dalle immagini spunto per una danza ed una musica che mirano ad equilibrarsi con la foto mostrata creando un terreno comune tra le tre forme artistiche.

27 marzo
Un fiore non parla
Auditorium Santa Chiara
Via Caterina Troiani, 90
Ore 21.30
Ingresso gratuito
Infoline: 06.69612679

La Rapsodia Spagnola della Francia

Compositori francesi che hanno immaginato e musicato la Spagna: è Rapsodia spagnola, il concerto che si terrà il 28, il 30 ed il 31 marzo all'Auditorium Parco della Musica.
Partendo da Iberia di Debussy, infatti, si arriverà alle Tzigane e alle Rhapsodie Espagnole di Ravel, delineando la Spagna immaginaria di due dei più grandi compositori francesi del Novecento; ad intervallare le esecuzioni dei due francesi, inoltre, il Concerto per violino di Bernd Alois Zimmermann, compositore tedesco del Novecento, tra i maggiori esponenti dell'avanguardia musicale e post-moderna.
A dirigere l'orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Heinz Holliger; violino solista è la giovane Caroline Widmann, che nell'esecuzione delle Tzigane di Ravel potrà dare prova delle sue doti virtuosistiche.

28, 29 e 31 marzo
Heinz Hollger direttore
Caroline Widmann violino
Orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia
Musiche di Debussy, Ravel e Zimmermann
Auditorium Parco della Musica - Sala Santa Cecilia
Via P. de Coubertin, 34
28 marzo ore 18.00
30 marzo ore 21.00
31 marzo ore 19.30
Biglietti: dai 18 € ai 47 €
Infoline: 06.8082058

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 27.03-02.04.2009-

Il XX secolo in musica con gli Alti e Bassi

Cinque ottime voci che cantano a cappella, un repertorio del '900 che spazia dai Beatles ai cartoni animati ai grandi musical americani, un teatro prestigioso -l'Argentina- e una domenica mattina di fine marzo -il 29-; ecco gli ingredienti per una performance da non perdere, quella degli Alti e Bassi.
Questo quintetto milanese classe '44, infatti, amalgama con la simpatia ed il divertimento in chiave jazz e swing parte del repertorio musicale del '900, volendo sottolineare come, nel ricordare le musiche del secolo appena passato, non si possa e non si debba escludere niente di ciò che ha prodotto, anche se allora ritenuto "leggero".
Cinema, radio, televisione, internet e cellulari, infatti, hanno rivoluzionato anche la musica, proponendo composizioni passabili di rivisitazioni interessanti; è quello che, pertanto, gli Alti e Bassi fanno attraverso sette medley diversi che toccano un pò tutti i settori della comunicazione novecentesca, senza eliminazioni a priori.
Walt Disney, quindi, ma anche i Platters, West Side Story di Bernstein, il musical americano di Cole Porter, Irving Berlin, Frank Sinatra e Fred Astair, i Beatles, Lucio Battisti e i Bee Gees sono le sette grandi categorie generatrici di questo ricordo del XX secolo, fatto rigorosamente senza l'ausilio di strumenti musicali, sostituiti piuttosto con le abilità vocali dei componenti del quintetto.
Andrea, Alberto, Paolo, Diego e Filippo, ritenuti la migliore band italiana a cappella, sono al contempo voce e strumento di questi medley in salsa swing e jazz, che non solo diverte, ma che è anche ricordo di un pezzo di storia della musica.

29 marzo 
C'era un volta il XX secolo...gli Alti e Bassi in concerto
Teatro Argentina
Largo di Torre Argentina
Ore 11.00
Biglietti: 5 € e 10 €
Infoline: 06.684000311

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 27.03-02.04.2009-

Torna il Festival Capitello d'Oro

Dal 27 al 29 marzo l'Auditorium Parco della Musica ospita la 4a edizione de Il Capitello d'Oro, Festival Internazionale del Cinema Archeologico. Promosso da Provincia e Comune di Roma e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il Capitello d'Oro vanta anche l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, in quanto evento dall'indubbio valore educativo e culturale.
Ideato da Marisa Ranieri Panetta, il Festival è dedicato alla conoscenza delle civiltà antiche, con la proiezione di numerosi film e documentari italiani ed internazionali, nel rispetto della documentazione scientifica.
Come nelle passate edizioni, uno spazio particolare è per la sezione didattica, con la proiezione di filmati realizzati da Sopraintendenze, musei ed università, in collaborazione col Ministero per i Beni e le Attività Culturali; scopo, secondo il Direttore Generale Stefano De Caro, è comunicare al pubblico "la grande ricchezza di conoscenze accumulata negli anni dagli istituti di tutela".
La Giuria, composta dal Presidente Emerito Sergio Zavoli e da un parterre di archeologi, giornalisti, registi ed esperti di cinematografia, assegnerà il Capitello d'Oro; al pubblico la scelta del vincitore del Capitello d'Argento, mentre un'apposita Giuria internazionale di accademici deciderà la Targa d'argento per il filmato della Sezione Didattica.
Oltre alle proiezioni cinematografiche, infine, si terrà un incontro giornaliero a tema archeologico; oggi è la volta dell'imperatore Caracalla, domani dei patrimoni sommersi e paesaggi marini, mentre domenica dello spazio e dei colori della Roma imperiale.

Dal 27 al 29 marzo
Il Capitello d'Oro - Festival Internazionale del Cinema Archeologico
Auditorium Parco della Musica - Teatro Studio
Via P. de Coubertin, 34
Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria allo 06.70304169
Ore 9.30 e 16.00

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 27.03-2.04.2009-

Lonquich suona all'Auditorium

Un concerto dedicato alla Fantasia, intesa come forma musicale, è ciò che stasera, all'Auditorium Parco della Musica, presenta il pianista Alexander Lonquich.
In programma musiche di Bach, Haydn, Mozart, Chopin; dalle origini di questa forma musicale, dunque, Lonquich ripercorre le evoluzioni del genere Fantasia, giungendo, con Chopin, alla fusione tra musica colta occidentale e musica nazionale, sublimazione della Fantasia stessa.
Lonquich, rivelatosi vincendo il concorso Casagrande dedicato a Schubert, chiuderà con lui la serata, con la Sonata op. 78 n. 18 in Sol Maggiore, una composizione chiamata "Fantasia" dall'editore per la sua ampiezza armonica.

27 marzo
Alexander Lonquich pianoforte
Auditorium Parco della Musica - Sala Sinopoli
Via P. de Coubertin, 34
Ore 20.30
Biglietti: dai 18 € ai 33 €
Infoline: 06.8082058

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 27.03-2.04.2009-

20 marzo 2009

Tango Metropolis


Ultima tappa italiana che dal 24 marzo al 5 aprile vede, al Teatro Olimpico, la messa in scena di un grande musical dedicato al tango argentino: Tango Metropolis.
Ideato da Daniel Binelli in collaborazione con Pilar Alvarez e Claudio Hoffman, nello spettacolo si alternano sul palco momenti di pura musica a momenti di ballo mozzafiato; se cinque sono i musicisti (lo stesso Binelli al bandoneon, Julio Grana al violino, Cesar Angeleri alla chitarra, Martin Keledijan al basso e Cristian Zarate al pianoforte), cinque sono anche le coppie di tangueros, compresi i coreografi Alvarez ed Hoffman.
Presentato per la prima volta al Festival Internazionale di Tango di Buenos Aires, Tango Metropolis è stato la novità più originale del Festival; a partire dalle origini, infatti, si approda alle contemporanee evoluzioni del Tango, sia dal punto di vista musicale che da quello del ballo in sé.

Nella prima parte, Tango Metropolis presenta una varietà di personaggi "della strada", che, cercando di emergere dalle profondità di una città ostile, assediata da vertigini, caos, insicurezza e bisogno di speranze, esprimono con tutto il loro vigore ed espressività il correlato bisogno di emergere e sopravvivere. Da lì, si dipana la matassa dei ricordi; centinaia di anni di vita sono raccontati con diversi stili, atmosfere e colori che li hanno man mano caratterizzati.
La seconda parte, invece, è incentrata sulle strade cosmopolite, in cui il linguaggio della seduzione e dell'amore passa attraverso l'intensità e la passione del Tango.
Ad unire, nel bene e nel male, le storie ed i personaggi narrati è il suono del bandoneon, capace di sensibilizzare anche le tipologie umani più dure, infondendo un'armonia ed un trasporta che porta, inevitabilmente, a ballare un Tango per riuscire ad esprimere in pieno se stessi.

Dal 24 marzo al 5 aprile
Tango Metropolis
Teatro Olimpico
Piazza Gentile da Fabriano, 17
Tutti i giorni ore 21.00; il 29 marzo ore 18.00; il 5 aprile ore 17.00; il 30 marzo riposo
Biglietti: dai 33 € ai 44 €
Infoline: 06.3265991

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 20-27.03.2009-

Lady Oscar è diventato musical

Versailles no bara vi ricorda qualcosa? No? E il nome di Ryoko Ikeda nemmeno?
Allora procediamo con ordine.
Siamo nella Francia pre-rivoluzionaria; a casa del generale de Jarjayes, conte e comandante delle guardie reali, la moglie muore nel dare alla luce una bambina. Tuttavia il generale non è contento, aspettandosi piuttosto un erede maschio; decide allora di piegare comunque la Natura al proprio volere e cresce la figlia, Oscar, come fosse un ragazzo, facendola diventare cavaliere e spadaccino.
Si, è proprio di lei, di Lady Oscar, che sto parlando; uno dei cartoni animati cult degli Anni Ottanta, amato dai bambini di ogni sesso dell'attuale generazione dei trentenni.
Se ora potrebbe sembrare un pò infantile inchiodarsi di nuovo alla tv per vedere il tanto amato cartone, si può però facilmente comportarsi "da grandi" andando a teatro: Lady Oscar, infatti, è diventato un musical, o meglio, un "rock drama" interamente italiano, e dal 20 marzo al 5 aprile è in scena al teatro Vascello.
Presentato nella maniera dei grandi musical anglosassoni, Lady Oscar Rock Drama vede Alice Mistroni vestire i panni della coraggiosa ed indomita Oscar, mentre Danilo Brugia quelli del bello e a lei fedele Andrè; regia, testi e musica sono di Andrea Palotto, mentre le coreografie sono di Rita Pivano.
Non solo, dunque, un tributo al popolo della rivoluzione del 1789 che ha cambiato l'evoluzione politica di tutti gli altri Stati, ma anche un'analisi a tutto tondo dell'amore: è questo Lady Oscar, sia nella versione animata che nel musical.
Per Oscar, infatti, la vita è una lotta continua tra i doveri di militare (guardia principale della principessa Maria Antonietta prima, capitano dei soldati della guardia poi) e il suo lato femminile, con le sue pulsioni ed ambizioni. Vi è poi l'amore taciuto, represso, nascosto, inseguito, negato o non corrisposto, ma anche il proibito - quello tra Maria Antonietta e Fersen- e quello raggiunto col sacrificio estremo, di Oscar ed Andrè.
Se, dunque, le giostre non sono più a nostra misura, al Teatro Vascello abbiamo di nuovo l'occasione per tornare bambini.

Dal 20 marzo al 5 aprile
Lady Oscar Francois-Versailles Rock Drama
Teatro Vascello
Via G. Carini, 72
Tutte le sere ore 21.00; la domenica ore 17.00
Biglietti: dai 18 € ai 22 €
Infoline: 06.5881021

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 20-27.03.2009-

E' arrivato Cortoons al Teatro Palladium

Dal 25 al 29 marzo al Teatro Palladium approda la 6a edizione di Cortoons, Festival Internazionale di Cortometraggi di Animazione, organizzato da Cortitalia e diretto da Alessandro d'Urso.
Con una giornata in più nel programma proposto, fitto e completamente gratuito, Cortoons è diviso in 4 sezioni con Workshops, seminari, proiezioni di film in concorso ed eventi speciali in cui l'animazione incontra altre forme d'arte, per promuovere i prodotto audiovisivi di animazione, sia italiani che internazionali, creando al contempo una piattaforma di scambio e comparazione tra nuovi artisti e professionisti.
Tra le novità dell'edizione 2009, in collaborazione col Goethe Institut, un focus sull'animazione tedesca -patria della sperimentazione visiva-, e la sezione speciale dedicata al Software Libero ed alle sue applicazioni nell'arte e nel cinema d'animazione.
Tra gli eventi più interessanti, Food Sound System -una performance di Don Pasta, in cui musica, cibo, immagini, profumi, ricordi, suggestioni e sapori si fondono nell'accompagnamento musicale di Enzo Pietropaoli- e LMVDM (La Mia Vita Disegnata Male) di Gianni Gipi Pacinotti, lettura musicale della graphic novel.
Infine, come ogni anno, Cortoons sostiene Save The Children.

Dal 25 al 29 marzo
Cortoons - Festival Internazionale di Cortometraggi d'Animazione
Teatro Palladium
Piazza Bartolomeo Romano, 8
Tutti i giorni a partire dalle 16.00
Ingresso gratuito
Infoline: 06.57332758

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 20-27.03.2009-

Sara, Richard e l'amante in salsa Pinter

Sarah, Richard e i loro amanti: un ménage insolito ma che, a quanto pare, riesce a mantenere in vita la coppia ufficiale dopo più di 10 anni di matrimonio. Poi, all'improvviso, l'apparente equilibrio si sgretola, svelando come le suggestioni e le fantasie, a volte, contribuiscano più dell'amore a portare avanti un rapporto.
Questa in breve la trama di uno dei capolavori di Harold Pinter, L'amante, proposto da Tullia Daniele e Mauro Fanoni dal 24 marzo al 5 aprile al Teatro Tordinona. La regia di Giacomo Zito cercherà non solo di rendere omaggio al Nobel per la Letteratura recentemente scomparso, ma proverà anche a scavare nelle torbide finzioni che la coppia instaura, a volte, per sopravvivere, mettendo in luce le manie e gli isterismi di una donna borghese fondamentalmente annoiata dalla propria vita e l'amore incondizionato, accondiscendente e un pò ottuso del marito.
L'amante è, dunque, una presa in giro del cliché della famiglia borghese, opera scritta nel 1963 da uno dei maggiori esponenti del teatro dell'assurdo; interessante, dunque, sarà capire se Sarah e Richard fingono quando sono gli amanti o quando sono gli sposi, privi degli orpelli, anche scenografici, dei loro ruoli socialmente riconosciuti.

Dal 24 marzo al 5 aprile
L'amante, di Harold Pinter
Con Tullia Daniele e Mauro Fanoni
Regia di Giacomo Zito
Teatro Tordinona - Sala Pirandello
Via degli Acquasparta, 16
Da martedi a sabato ore 21.00; domenica ore 18.00
Biglietto unico: 14 €
Infoline: 06.68805890

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 20-27.03.2009-

L'altra parte di Ron

"Di solito si prende un personaggio, si scelgono gli abiti giusti, gli si trovano le parole che avrebbe detto, gli si riordinano sentimenti, emozioni e ricordi e si mette il tutto dentro ad un attore, raccontando una storia al pubblico. Qui, invece, c'è un attore vero, conosciuto solo da pochi come tale, poiché per anni ha incantato con le sue doti di interprete ed autore di grandi canzoni". Spiega così, nelle note di regia, Stefano Genovese, il nuovo esperimento che Ron porta in scena il 25 marzo all'Auditorium: L'altra parte di Ron.
Un personaggio che si cala in altri personaggi, quotidiani protagonisti della sua vita, dando loro vita in base all'immagine che di essi ha. Dietro questo spettacolo a metà tra canzoni, ricordi, teatro, c'è dunque uno "stare alla finestra" di casa di Ron per guardare incuriositi le persone che normalmente incontra e con cui parla e si confronta; è un one man show in cui Ron, cantante ed attore, fa un ricco e curioso viaggio tra parole e musica.
Unica eccezione di quest'opera in solitaria, la presenza del professor Mario Melazzini, presidente dell'Aisla, nelle vesti di sè stesso: un amico affetto dalla sclerosi laterale amiotrofica. "E' importante per me la sua presenza sul palco", ha dichiarato Ron; oltre ad essere un amico, è importante che certi argomenti fondamentali e seri siano "portati al pubblico con la leggerezza e la profondità che solo lui, in quanto totalmente coinvolto, si può permettere".

25 marzo
L'altra parte di Ron
Auditorium Parco della Musica - Sala Petrassi
Via P. de Coubertin, 34
Ore 21.00
Biglietti: dai 23 € ai 25 €
Infoline: 06.20382934

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 20-27.03.2009-

19 marzo 2009

Futuriste. Con Carpi tutti al Pigneto

Il libro Futuriste. Letteratura, Arte, Vita, di Giancarlo Carpi, verrà presentato il 31 marzo, alle 19.00, presso la biblioteca Pigneto.
Interverranno alla presentazione Elena del Drago e Arnaldo Colasanti.
Il testo di Carpi non è solo un'antologia, ma anche un'iconografia e una raccolta di scritti di ordine critico e teorico suddivisa in sette sezioni cronologiche; la visione multidisciplinare di questa avanguardia ha trovato nelle donne -a partire da Valentine de Saint-Point, prima personalità femminile del Futurismo, per arrivare alla moglie dello stesso Marinetti, Benedetta- un terreno così fertile da rendere il Futurismo, nonostante il disprezzo per loro proclamato,, come il movimento col maggiore apporto femminile, liberando l'eros, il desiderio e la creatività.

31 marzo
Presentazione del libro Futuriste. Letteratura, Arte, Vita
di Giancarlo Carpi
Biblioteca Pigneto
Via Attilio Mori, 16

13 marzo 2009

A teatro è arrivato Zampanò!

Era il 1954 e dall'accoppiata Federico Fellini-Tullio Pinelli nacque un capolavoro cinematografico che due anni dopo avrebbe vinto l'Oscar come miglior film straniero: La strada
Un film agrodolce, in cui il cattivo ed insensibile Zampanò, saltimbanco girovago, acquista come compagna di lavoro e viaggio la dolce ed ingenua Gelsomina trattandola come fosse un oggetto. I due girovaghi artisti entrano poi in un circo, dove Gelsomina incontra il Matto, giovane acrobata che le restituisce fiducia in se stessa, ucciso brutalmente per gelosia dal feroce Zampanò. Gelsomina, che ha assistito al delitto, si chiude nel dolore e diventa pazza, mentre Zampanò decide di proseguire il suo girovagare senza di lei. 
Solo anni dopo, saputo della morte di Gelsomina, il freddo cuore di Zampanò si scioglie in rimorsi e lacrime, rimpiangendo il candore e la tenerezza di quella giovane fanciulla. 
Da quel lavoro, Pinelli e Bernardino Zapponi ne fecero un adattamento teatrale, portato ora in scena dal 17 al 29 marzo da Massimo Venturiello (che ne è anche il regista) e Tosca al Teatro Valle. Al lavoro originale, si è poi aggiunta la costruzione di una tessitura musicale e canora, con le musiche di Germano Mazzocchetti e i testi di Venturiello e Nicola Fano. 
Non una mera emulazione del capolavoro cinematografico, dunque, ma una sua rielaborazione d'autore, che si pone, senza volersi confrontare col film, in una dimensione poetica a sè stante; la difficoltà d'ascoltarsi delle persone è alla base delle cattiverie tra gli uomini, spinti dalla ricerca disperata del sostentamento ad oltrepassare il confine della dignità e del rispetto verso l'altro.

Dal 17 al 29 marzo
La strada
Teatro Valle
Via del Melone, 21
Tutte le sere ore 20.45; martedi 24 marzo ore 19.00; la domenica e mercoledi 25 marzo ore 16.45
Biglietti: dai 16 € ai 30 €
Infoline: 06.68803794

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 13-19.03.2009-

Una serata a due per il Teatro Cassia

Al Teatro Cassia è tempo di danza. Ecco pertanto il primo appuntamento della stagione nel nuovo spazio teatrale inauguratosi lo scorso gennaio: lo spettacolo Serata a due, presentato il 18 marzo dal Balletto di Roma e dalla Spellbound Dance Company.
I quattro i coreografi della serata -Mauro Astolfi, Milena Zullo, Eugenio Scagliano e Mauro Bigonzetti- creano dunque un tributo alla danza tutto italiano, unendo gli sforzi di due delle proposte più interessanti del panorama nazionale. Nella prima parte, infatti, sarà la Spellbound Dance Company ad essere protagonista con Emotional Balance, un quadro nato nel 2007 ed integrato da due nuovi pas de deux realizzati nel 2009. La Compagnia fondata e diretta da Mauro Astolfi presenta al pubblico una raccolta di piccole coreografie che compongono l’archivio della produzione artistica della Spellbound, riproposte però su musiche diverse; tema di fondo, il bilanciamento emozionale che nasce dal connubio tra movimento e melodia, tra gesto e musica, la sincronia tra questi due aspetti.
Nella seconda parte, invece, il Balletto di Roma esegue pezzi di danza distillati dagli spettacoli di maggior successo ancora in tournée in Italia: Cenerentola -di Fabrizio Monteverde, su musiche di Handel-, Don Chischiotte -di Milena Zullo con musiche di Vivaldi-, e Noon -di Eugenio Scagliano su musiche di Eric Serra-.
Infine, in esclusiva per questa serata, un passo a due tratto da Barbablù di Fabrizio Monteverde, eseguito per la prima volta a Roma dai danzatori solisti della Compagnia.
L’attenzione alla pluralità ed interdisciplinarietà dei contenuti del Balletto di Roma e la curiosità sperimentale della Spellbound Dance Company si fondono pertanto in una serata di grande danza.


18 marzo
Serata a due
Spellbound Dance Company e Balletto di Roma
Teatro Cassia
Via Santa Giovanna Elisabetta 69
Ore 21.00
Biglietti: 15 € intero, 12 € over 65 e 10 € under 18
Infoline: 06.96527967


-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 13-19.03.2009-

Ascolese, l'arte e i Beatles








Dopo la presentazione nel 2007 per i 40 annidalla pubblicazione di Sgt. Pepper’s, Giampaolo Ascolese ripropone al pubblico dell’Auditorium -il 14 marzo al Teatro Studio- il suo progetto multimediale Let it Be..atles.
Un progetto a cui tiene molto, ritenendo i Beatles “tra i più grandi compositori del ‘900”; le musiche sono eseguite dal suo gruppo, Isoritmo, e sono impreziosite dal progetto visivo ideato da Massimo Achilli del Laboratorio Teatrale di Orvieto e realizzato dalla pittrice Marie Reine Levrat.
Sebbene Ascolese sia un artista jazz (come batterista e percussionista ha lavorato con i più importanti musicisti jazz italiani e collaborato alle colonne sonore di film con Sergio Leone, Ennio Morricone, Louis Bacalov e Nicola Piovani), non trova discordanze nel suo rendere omaggio ai quattro Baronetti.
“C’è un rapporto essenziale tra il jazz e la musica dei Fab Four -ci spiega-; armonicamente, timbricamente e ritmicamente, il jazz e la loro musica si sposano tantissimo. Inoltre, il fatto che noi utilizziamo strumenti non beatlesiani, come il vibrafono e la marimba, credo dia un valore aggiunto all’esperimento, rendendo ancora più nostro il jazz dei Beatles”.
Per la scelta dei pezzi, il criterio seguito è stato quello del gusto personale, non cronologico, sebbene il campo sia restringibile ai brani tra il 1965 ed il 1970; i quadri di Marie Reine Levrat, inoltre, descrivono le singole strofe di ogni canzone e gli interventi di Gerlando Gatto approfondiscono giornalisticamente il rapporto tra i Beatles e il jazz.
“Adoro la pittura, Marie Reine è mia moglie, amo i Beatles; insomma, non potevo desiderare un connubio migliore!”

14 marzo
Let it Be…atles
Auditorium Parco della Musica - Teatro Studio
Via P. de Coubertin, 34
Ore 21.00
Biglietto unico: 10 €
Infoline: 06.80241281

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 13-20.03.2009-

Pretre dirige Poulenc

Uno dei più grandi direttori d'orchestra del Novecento, Georges Pretre, sale di nuovo sul podio prestigioso dell'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
In tre imperdibili concerti, il 14, 16 e 17 marzo, la bacchetta francese più emozionante e coinvolgente dirigerà un programma raffinatissimo, i cui protagonisti sono Francis Poulenc e Johannes Brahms.
Di Poulenc, Pretre ne è certamente tra gli interpreti di riferimento; con gli Animaux Modèles verrà rievocata la Francia invasa dai nazisti ma nascosta abilmente dietro la favola di una giornata qualunque in una fattoria di animali. La musica, composta per il balletto omonimo basato su sei favole di La Fontaine che andò in scena per la prima volta all'Opéra di Parigi nel 1942, risente della necessità di speranza dei parigini di allora e vuole essere un omaggio al passato glorioso della sua Nazione.
Sempre di Poulenc, inoltre, verrà eseguito dall'Orchestra di Santa Cecilia e dal celebre duo composto da Katia e Marielle Labèque, il Concerto in Re minore per due pianoforti e orchestra, uno splendido pastiche neoclassico, composto dall'autore francese nel 1932 in omaggio alle musiche di Mozart e Scarlatti.
Con Poulenc, Pretre ha senza dubbio in comune la raffinatezza e l'eleganza tipicamente francesi, cui si aggiunge una tempra ed una conoscenza profonda e sensibile del fraseggio musicale, che lo hanno reso sin dall'inizio della sua carriera uno dei migliori interpreti delle musiche di Bizet, Beethoven, Ravel.
A concludere i concerti, infine, un Brahms in salsa Schonberg, quello del Quartetto op. 25 n. 1 per pianoforte ed archi. Composto nel 1861 da Brahms e trascritto per orchestra dal padre della dodecafonia su richiesta di Otto Klemperer, il Quartetto viene soprannominato anche "la Quinta di Brahms" per via del profondo amore per Brahms che traspare dalla trascrizione del compositore austriaco.

14, 16 e 17 marzo
Gerges Pretre direttore
Orchestra Nazionale di Santa Cecilia
Katia e Marielle Labèque pianoforti solisti
Auditorium Parco della Musica - Sala Santa Cecilia
Via P. de Coubertin, 34
14 marzo ore 18.00
16 marzo ore 21.00
17 marzo ore 19.30
Biglietti: dai 18 € ai 47 €
Infoline: 06.8082058

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 13-20.03.2009-

06 marzo 2009

La Relazione Pubblica di Caterina Sagna

La poliedrica coreografa vincitrice del Noueveau talent chorèographique della SACD, Caterina Sagna, porta in scena, al Teatro Palladium, il 7 marzo, Relazione pubblica, suo apprezzato lavoro del 2002.
Una finzione nella finzione costituisce lo scheletro dello spettacolo; la Sagna finge infatti di mettere in scena Amori di pietra, uno spettacolo in cui si promette di fare rivelazioni fondamentali “sulla danza, la vita, l’eros, la religione, l’uomo e tutto il mondo”.
Un metateatro nel teatro, dunque, in cui lo spettatore si trova in bilico tra un work in progress, una conferenza-spettacolo ed un’analisi aperta che sfocia in dibattito pubblico; la compagnia della Sagna incontra il pubblico per la seconda fase del fantomatico spettacolo Amori di pietra, mostrandone ampi estratti e trasformandone il destino in tempo reale, secondo lo svolgimento della serata.
Ciò che è a monte all’idea di Relazione pubblica è del resto pacificare lo spettatore con l’opera effettivamente rappresentata e il suo originale progetto, che non sempre è coincidente; l’ironia è l’ingrediente segreto di questo lavoro, che scopre gli altarini mediatici cui spesso si ricorre per osannare un lavoro mediocre, svela la disinvolta maniera di fare spettacolo propria di molti presunti artisti, prende come bersaglio i tonanti luoghi comuni e la povertà di idee che, però, se ben manipolati, rendono inspiegabilmente, un lavoro pessimo un successo.
E, naturalmente, la Sagna prende in giro anche se stessa, quale membro della macchina.
Forse, tra un dibattito, una coreografia, un ripensamento ed una demolizione ideologica, si riuscirà anche a mettere davvero in scena Amori di pietra, come se bisognasse prima svuotarsi le tasche del superfluo per poter poi creare qualcosa di corrispondente a quanto si è ideato.














Sette gli interpreti di questo spettacolo metateatrale, con le coreografie di Carlotta e Caterina Sugna e la drammaturgia di Roberto Fratini Serafide.

7 marzo
Relazione pubblica
Teatro Palladium
Piazza Bartolomeo Romano, 8
Ore 20.30
Biglietto unico: 15 €
Infoline: 06. 57332768

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 6-12.03.2009-

Quel Coatto Unico di Tirabassi


Ha iniziato l’Albertone nazionale (Sordi) a fare del romano doc un personaggio talmente popolare ed unico da valicare i confini della Città Eterna; in tempi più recenti, ha raccolto quest’eredità Carlo Verdone, che con Enzo ed Ivano (chi non ricorda Un sacco bello e Viaggi di nozze?) ha attualizzato il romano burino di Sordi, rendendolo il bullo-sbruffone-coatto tipico della Roma degli Anni Ottanta, avente la medesima forza d’esportazione cinematografica nazionale di quello di Sordi.
Infine, Giorgio Tirabassi, circa dieci di anni fa, ha trasportato il cliché del moderno “romano de Roma” nel teatro, scrivendo Coatto Unico, un monologo nato da un paio di canzoni da lui scritte, diventate poi uno spettacolo teatrale.
In scena il 9, 16 e 23 marzo al Teatro Vittoria, il coatto di Tirabassi si differenzia però da quello di Verdone per l’accezione del termine; per il primo, infatti, coatto è inteso nel significato italiano, cioè “costretto”.
Nello spettacolo, dunque, si parla di coloro che non sono mai usciti dalle mura rassicuranti dei propri quartieri e province, descritti con un recitato piuttosto che con i suoni del blues, dello stornello e del rap. Nello e Rufetto, maldestri ed esilaranti rapinatori, affiancano “il tossico” che ironizza sulle difficoltà del quotidiano e il padre che risponde alle curiosità imbarazzanti del figlio; personaggi comuni, dunque, che, però, hanno dalla loro la simpatia verbale del romano doc.
Con Tirabassi, anche Daniele Ercoli al contrabbasso e Giovanni Lo Cascio alle percussioni.
Il ricavato delle serate andrà all’associazione Contro il Cancro con Amore Onlus.

9, 16 e 23 marzo
Coatto Unico…senza intervallo
Di e con Giorgio Tirabassi
Teatro Vittoria
Piazza Santa Maria Liberatrice, 10
Ore 21.00
Biglietti: dai 22 € ai 27 €
Infoline: 06.5740170

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 6-12.03.2009-

L'Accademia Bizantina al Teatro Olimpico

Il 12 marzo, grazie alla collaborazione dell’Accademia Filarmonica Romana con l’Istituto Italiano Vivaldi e la Fondazione Giorgio Cini, nell’ambito del progetto La Musica da Camera, l’Accademia Bizantina, diretta da Ottavio Dantone, suonerà al Teatro Olimpico in un repertorio tutto dedicato a Vivaldi.
In programma però non le notissime arie delle Quattro Stagioni, bensì sette concerti del compositore veneziano tratti da L’estro armonico -una raccolta di dodici concerti per violini solisti ed orchestra d’archi-, che furono alla base di alcune trascrizioni di Bach per clavicembalo.
Tra le esecuzioni previste, particolare importanza ha quella del sesto Concerto, l’RV 356, che si caratterizza per il suo accompagnamento particolarmente complesso; oltre agli estratti da L’estro armonico, a chiusura della prima parte e in apertura della seconda, inoltre, anche il Concerto in re minore per violino, organo, archi e clavicembalo RV 541 e il Concerto in re minore per violoncello e archi RV 505, tra i primissimi esempi della sua produzione di concerti scritti espressamente per uno strumento.
L’esecuzione dell’Accademia Bizantina si caratterizza infine anche per l’intento dell’ensemble: coniugare la ricerca filologica e lo studio della prassi esecutiva sugli strumenti originali, attraverso un’attenta lettura della partitura, nel rispetto della tradizione cameristica italiana. Nata nel 1983, infatti, l’Accademia Bizantina vanta la direzione musicale del Maestro Dantone, che per il suo costante ed approfondito studio della musica antica si è guadagnato una stima ed un prestigio internazionale.

12 marzo
Accademia Bizantina
Musiche di Antonio Vivaldi
Teatro Olimpico
Piazza Gentile da Fabriano, 17
Ore 21.00
Biglietti: dai 20 € ai 30 €
Infoline: 06. 3265991

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 6-12.02.2009-

Edoardo Vienello e la sua Romàntìca

Quarto appuntamento con Romàntìca. Accenti sulle storie di Roma/Spettacolo di parole e note, organizzato dal Comune di Roma, ACEA Spa e Zetema, per l’8 marzo, al Teatro Tor Bella Monaca.
Durante la giornata dedicata alle donne, sarà protagonista un uomo che ha fatto sognare una generazione -quella dei mitici Anni ‘50 e ’60- con le sue canzoni: Edoardo Vianello; a lui il compito di parlare delle fontane di Roma, spiegando, con musiche ed immagini inedite, il ruolo strategico degli acquedotti nel trionfo della Roma imperiale.
Scopo di Romàntìca è coinvolgere artisti provenienti dai diversi campi culturali nell’esposizione e trattazione di quella che era la Roma antica, attraverso gli scritti inediti di Patrizia Cavalieri e la partecipazione di Umberto Broccoli nella doppia veste di Sovraintendente ai Beni Culturali del Comune e conduttore degli eventi.
La manifestazione, iniziata l’ 8 febbraio, proseguirà fino al 19 aprile, coinvolgendo la domenica mattina il pubblico in spettacoli presso spazi teatrali della periferia e del centro; dopo Franco Battiato, Mario Monicelli e Uto Ughi, ora è la volta di Vianello, quindi sarà quella di Tosca (il 5 aprile) e di Gigi Proietti (il 19 aprile), che concluderà questo omaggio alla città e alla sua storia al Teatro Valle, raccontando aneddoti e rime che hanno fatto il mito della città.

8 marzo
Per
Romàntìca. Accenti sulle storie di Roma/Spettacolo di parole e note: Edoardo Vianello
Teatro Tor Bella Monaca
Via Bruno Cirino (angolo di Viale Duilio Cambellotti e Via di Tor Bella Monaca)
Ore 11.30
Biglietto: 2 € fino ad esaurimento posti
Infoline: 060608 / 06.2010579

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 6-12.02.2009-