18 marzo 2007: l"incipit


"Vieni a fare un giro dentro di me
o questo fuoco
si consumerà da sè.
E se una vita finisce qua
quest'altra vita
presto comincerà"

Con parole di altri (gli Afterhours), apro questo blog, con il fuoco che spero non si spenga mai.
Ho scritto molte parole, forse inutili o banali, o forse interessanti, irriverenti e divertenti.Le ho pubblicate altrove, ma a volte capita che dopo una giornata al mare si torni a casa solo con la sabbia nelle scarpe.
Ecco spiegato, quindi, il perchè di post retrodatati.
E' iniziata anche questa avventura..davanti, l'orizzonte. Sconosciuto. E per questo, assolutamente elettrizzante!
Buona lettura a tutti!


30 aprile 2009

Le gelosie di Goldoni

Una coppia di amici frequentata durante un soggiorno romano sono la fonte di ispirazione di Carlo Goldoni, quando, nel 1759 scrisse Gli innamorati. Come si legge nella premessa dell’autore a chi legge, la commedia non è un semplice racconto dell’amore fedele di una coppia, bensì quello di una pazza gelosia, che “è il flagello de’ cuori amanti, intorbida il bel sereno, e fa nascer le tempeste anche in mezzo alla calma”.
Daniele Russo ed Angela De Matteo sono gli interpreti, al Teatro Sala Umberto dal 6 al 24 maggio, di questo amore movimentato; con la regia di Gabriele Russo, dunque, si racconta la storia di Eugenia e Fulgenzio, gli innamorati insicuri e bizzarri che in nome della gelosia immotivata creano un vorticoso e divertente narrato.
Con Gli innamorati Goldoni passa dalla Commedia dell’Arte a quella di Carattere, senza però mettere da parte la sua drammaturgia frizzante ed irriverente; l’autore veneziano si diletta a canzonare le immotivate ragioni della gelosia, affermando che sia una pazzia volersi tormentare per amore, volere “che il balsamo si converta in veleno”.
Incitando il lettore a ridere di tali bizzarre e malsane dinamiche dell’amore, descrive con ironia la difficoltà di volersi bene, ironizzando su quel bisogno umano di farsi, come si può, in ogni caso del male.


Dal 6 al 24 maggio
Gli innamorati
di Carlo Goldoni
Teatro Sala Umberto
Via della Mercede, 50
Dal martedi al venerdi ore 21.00; sabato ore 17.00 e 21.00; domenica ore 17.30, secondo mercoledi ore 17.00
Biglietti: da 15 € a 30 €
Infoline: 06.6794753


-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 30.04-07.05.2009-

Selvaggia-mente facendo..&..Selvaggiamente Classica!

L’Inferno di Emio Greco

Il 4 e 5 maggio, al Teatro Valle, Emio Greco presenta Hell, spettacolo la cui ispirazione è tratta dalla pittura, dalle performing arts, ma specialmente dalla letteratira e dalla musica. L’Inferno di Dante, infatti, e l’Allegro con brio della Quinta Sinfonia di Beethoven sono il punto di partenza per ribaltare i punti di vista tradizionali su questioni esistenziali come il rapporto tra corpo ed anima, ed il loro comune perdersi o salvarsi.
Stili diversi, otto ballerini e giochi di luci ed ombre permettono di giocare con le convenzioni dello spettacolo, per creare una dimensione spaziale immaginaria e mutevole.

4 e 5 maggio
Hell
Teatro Valle
Via del Teatro Valle, 21
Ore 20.45
Biglietti: 16 €
Infoline: 06.68803794


Pappano tra Paradiso ed Inferno

Pappano, nel primo concerto di maggio, dirige l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia in un programma “infernale”: il 3, 4 e 5 maggio, infatti, insieme al basso Erwin Schrott, verranno eseguite la Prima Sinfonia di Beethoven, il prologo del Mephistofele di Boito e il Te Deum di Verdi, ultimo dei tardi Quattro Pezzi Sacri del compositore di Busseto. Una lotta tra angeli e demoni, dunque, tra la virtù e la seduzione mefistofelica, perfettamente interpretata dalla magica bacchetta di Pappano e dalla bellezza ribelle di Schrott.

3, 4 e 5 maggio
Antonio Pappano direttore
Erwin Schrott basso
Auditorium Parco della Musica
Via P. de Coubertin, 34
3/05 ore 18.00; 4/05 ore 21.00; 5/05 ore 19.30
Biglietti: dai 18€ ai 47€
Infoline: 06.8082058

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 30.04-07.05.2009-

I più grandi artisti brasiliani a Roma

Illustrare il Brasile attraverso i suoi artisti; questo l’intento della mostra, curata da Jacqueline Montagu, allestita presso l’Ambasciata del Brasile fino al 23 maggio.
Nove gli esponenti del mondo dell’arte coinvolti dall’Ambasciata brasiliana e dall’IILA (l’Istituto italo-latino americano di Roma) per meglio rappresentare la diversità dei paesaggi brasiliani; la fusione di fantasia e realtà, sebbene diversi siano gli stili degli artisti, sembra essere tuttavia la costante dell’esposizione. Accanto dunque alla lussureggiante vegetazione della giungla, si possono ammirare i vibranti colori dei fiori tropicali, gli agglomerati urbani e le innumerevoli razze che li popolano; immancabili, poi, per un Paese così ricco di storia, leggende e contaminazioni culturali, anche le descrizioni pittoriche di festival folkloristici, riti antichi e miti ancestrali.
Una visione, dunque, personale ed intima del Brasile, terra estremamente ricca di preziosi elementi naturalistici, umani e culturali, la cui radice si basa sulla cultura indigena latinoamericana, al contempo, modificatasi seguendo ora i dettami occidentali ora il patrimonio ancestrale africano condotto nel Paese durante la colonizzazione.
Gli artisti prescelti sono tra i più importanti del Brasile, noti in Europa ma anche in Oriente e Nuova Zelanda; Roberto Burle Marx, insieme a Carybé, Lia Mittarakis e Cândido Portinari. Ed, ancora, Marylu Prado, Francisco Da Silva e Rubem Valentim, insieme a Joäo Henrique ed Antônio Maia, gli unici due artisti ancora vivi.
Poesia, bellezza e colori per descrivere un Paese oniricamente straordinario.


Fino al 23 maggio
Il Brasile attraverso i suoi artisti
Ambasciata del Brasile – Galleria Cândido Portinari
Piazza Navona 10
Dal lunedi al sabato dalle 10.00 alle 18.00
Ingresso libero
-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 30.04-07.05.2009-

Gli spartiti di Scelsi

Il 6 maggio la Fondazione Isabella Scelsi inaugura il proprio Archivio Storico, obiettivo di rilievo per il mondo della musica e della cultura. A comporlo, una preziosa raccolta di oltre 16.000 documenti in gran parte inediti, che fanno luce sull’opera di Scelsi, compositore tra i maggiori del’900; nella consistente sezione musicale si possono trovare i file digitalizzati in alta definizione di oltre 600 nastri con le registrazioni originali di Scelsi, manoscritti, copie eliografiche di oltre 1200 partiture e manoscritti. Infine, una sezione bibliografica curata da Alessandra Carlotta Pellegrini, contiene saggi, studi e articoli riguardanti il compositore.

Archivio Scelsi
Fondazione Isabella Scelsi
Via S. Teodoro, 8
Infolne: 06.69920344

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 30.04-07.05.2009-

25 aprile 2009

Bollywood The Show

Dal 28 aprile al 17 maggio arriva al Teatro Olimpico la magia dell’India con Bollywood The Show, imponente musical indiano, per la prima volta in Italia.
Sebbene riscoperto e rivalutato solo recentemente dagli occidentali, il cinema indiano ha alle spalle 80 anni di storia cinematografica, caratterizzata dal suggestivo e colorato mix di danza, teatro, musical e film.
Con Bollywood The Show, quindi, si vuole far conoscere quell’India che s’è adoperata nel creare un polo economico potente, di parziale e comprendibile emulazione dei modelli occidentali, ma anche e soprattutto di integrazione e sovrapposizione delle sue tradizioni. Al centro della narrazione una storia la cui trama è ispirata dalla realtà, basata sulla saga familiare di una delle più famose dinastie cinematografiche indiane, la famiglia Merchant.
Ayesha, coreografa e regista moderna di successo, si scontra col nonno Shantilal, re del cinema tradizionale indiano; la famiglia Merchant è custode della tradizione della danza Kathak (la danza degli dei) e Shantilal è l’ultimo esponente di un’antica stirpe di guru. Contro il suo volere, la nipote Ayesha, abbandonata la scuola di danza Kathak, è diventata la regina della contemporanea Bollywood, seguace dei modelli occidentali; l’imminente morte del nonno riporta Ayesha nelle sue terre d’origini, facendole ritrovare l’amore d’infanzia, Uday, e la forza delle secolari tradizioni familiari.
Il lieto fine è sancito dal compromesso tra l’antico e il moderno, la tradizione e il futuro.
Immagini suggestive, musiche tipiche e danze moderne come l’hip hop, dunque, ma anche le molte comparse, i coloratissimi costumi dai particolari suggestivi, gli elaborati effetti di luce, l’esotismo e la musica a metà strada tra i ritmi tradizionali e le hit del momento.
Lasciamoci incantare.

Dal 28 aprile al 17 maggio
Bollywood The Show
Teatro Olimpico
Piazza Gentile da Fabriano, 17
Tutti i giorni alle 21.00; la domenica ore 17.30 e 21.00
Biglietti: da 16.50 € a 44 €
Infoline: 06. 3265991


-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 23-29.04.2009-

Con Paracasoscia Rossini balla break-dance

Scritto come fosse un’unica parola, non significa granchè, ma ”paracasoscia”, una volta scomposto, altro non è che l’unione di tre termini dialettali campani che vogliono dire “sembra che soffi”.
Paracasoscia, poi, è il curioso titolo dell’ultimo spettacolo della compagnia Botega, diretta da Enzo Celli, in scena il 29 aprile al Teatro Cassia. Ma cos’è che “sembra che soffi”? Nelle intenzioni dei creatori, a soffiare sul pubblico saranno le più note arie liriche del patrimonio rossiniano e verdiano, presentate insieme a forme di danza genericamente ritenute non conformi a musiche di tale spessore, come la break dance e l’acrobatica.
Il carosello che ne deriva è volontariamente basato su questo apparente stridore di generi artistici, volendo far avvicinare i giovani al repertorio lirico italiano; la compagnia Botega, infatti, ha fatto della contaminazione di stili la cifra peculiare del suo lavoro, risultante di hip hop, danza contemporanea, acrobatica ed arti circensi. Dinamismo, atletismo, carica energetica e originalità si sposano così con la musica lirica per un pubblico pronto a cogliere non solo la bellezza della musica e della danza in sè, ma anche la carica ironica, arguta e destrutturante della danza quando affianca ciò che, erroneamente, viene considerato troppo di nicchia per essere apprezzato anche dalle generazioni più giovani.
Una miscela armoniosa, dunque, di tradizione ed innovazione, tecnica ed estro, per ridurre, con un esperimento inconsueto e proprio per questo interessante, le distanze tra i giovani e la musica colta.
L’obiettivo sarà raggiunto? Al pubblico la sentenza.

29 aprile
Paracasoscia
Compagnia Botega
Teatro Cassia
Via Santa Giovanna Elisabetta, 69
Ore 20.45
Biglietti: 15 € intero, 12 € over 65, 10 € under 18
Infoline: 06.96527967


-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 23-29.04.2009-

Selvaggia-mente facendo..&..Selvaggiamente Classica!

Momenti di cura al Sala Uno

Tutti abbiamo bisogno di attenzioni e solo nell’esserne consapevoli si ha la possibilità di guarire. Quale cura migliore, allora, dell’amore? Per dare un respiro di sollievo in un mondo pieno d’aria malsana, dunque, nasce lo spettacolo Momenti di cura, della compagnia Svetlo Drom, scritto e diretto da Lubka Cibulova ed in scena dal 27 al 29 aprile al Teatro Sala Uno.
Intenzione dell’ideatrice è pertanto far entrare la vita, sotto forma di un gesto piuttosto che di un passo di danza, nel quotidiano di ognuno di noi, spingendo, se possibile, anche a lasciarsi andare a dolci fantasie finalizzate a ridonare l’armonia ai nostri pensieri e ai nostri corpi.
Il palcoscenico diventa così luogo di un viaggio, sia per lo spettatore che per l’artista, alla ricerca di conforto, tranquillità e pace dettate dalle emozioni del cuore; una panacea alternativa e necessaria che potrebbe trasformare il titolo dello spettacolo in “L’amore mi ha spiegato ogni cosa”.
Chiamati a questo lavoro di speranza non solo dei danzatori (sei in tutto), ma anche musicisti ed attori; per esprimersi, infatti, l’amore ha bisogno dei servigi di tutte le arti, per sottolineare ancora di più come l’amore sia luce.
Ed è di essa che, oggi più che mai, si sente un forte bisogno.

Dal 27 al 29 aprile
Momenti di cura
Teatro Sala Uno
Piazza di Porta san Giovanni, 10
Ore 21.00
Infoline: 06.7009329


I sette peccati capitali in tre giorni

Il 25, 27 e 28 aprile, all’Auditorium Parco della Musica, un appuntamento speciale è in programma: Marianne Faithfull, mito vivente della Swinging London, sarà la protagonista del balletto cantato di Bertold Brecht e Kurt Well, I Sette Peccati Capitali.
Con la direzione di Ingo Metzmacher, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e l’Hudson Shad Quartet accompagneranno la splendida voce della Faithfull, insieme anche alla fisarmonica solista Davide Vendramin.
L’opera di Brecht e Well fu creata a Parigi durante l’esilio dei due autori dalla Germania nazista e narra di due sorelle -in realtà le due facce dello stesso personaggio- e del loro proposito di trasferirsi in Luoisiana, cercando di evitare accuratamente quei sette vizi capitali “personificazione” della società piccolo-borghese di allora.
Oltre al balletto cantato, verranno anche eseguite Storie di altre storie, di Salvatore Sciarrino (una rivisitazione di brani di Mozart e Scarlatti ad opera di uno dei maggiori compositori contemporanei) e Petrushka, balletto capolavoro giovanile di Stravinskij, basato sulle gesta dell’omonimo burattino che diventa un essere umano.

25, 27 e 28 aprile
Ingo Metzmacher direttore
Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Hudson Shad Quartet
Marianne Faithfull voce
Davide Vendramin fisarmonica
Storie di altre storie di Salvatore Sciarrino
I Sette Peccati Capitali di Brecht e Well
Petrushka di Stravinskij
Auditorium Parco della Musica
Via P. de Coubertin, 34
25 aprile ore 18.00; 27 aprile ore 21.00; 28 aprile ore 19.30
Biglietti: dai 18 € ai 47 €

Infoline: 06.8082058


-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 23-29.04.2009-

Il requiem di Camilleri e Rava

Dalla Sicilia a New Orleans, passando per Roma e Palermo, per ricostruire la vicenda di Chris Lamartine, musicista leggendario morto suicida nel 1917. Sulle tracce di questo inventato musicista, si dipana la storia noir, inedita, di Requiem per Chris, scritta da Andrea Camilleri e in scena il 29 aprile all’Auditorium Parco della Musica; dal soggetto nato inizialmente per un film che non s’è mai fatto, ne è derivato uno spettacolo a metà tra teatro e cinema, interpretato per l’occasione dal jazzista Enrico Rava e da Sergio Rubini.
«Chris Lamartine l’ha inventato Andrea», spiega Rava, «immaginandomi alla ricerca della sua musica e delle origini del jazz». Prendendo spunto, dunque, dall’incisione, nel 1917, del primo disco jazz ad opera del siciliano Nick Larocca, Rava effettua, insieme a Sergio Rubini -che è la voce narrante della storia-, un viaggio dalla Sicilia fino a New Orleans, che, nel bel mezzo della distruzione portata dall’uragano Katrina, non può far altro che ascoltare un requiem suonato dal tetto di una delle molte case sommerse dalle acque.
Un viaggio alla scoperta di un uomo e della sua musica, ma anche della storia del jazz, nella città da cui ha preso vita, e di due Paesi, l’Italia e gli Stati Uniti, le cui vicende sono spesso legate, oggi come ieri, a doppio filo. 
Requiem per Chris è un rompicapo noir privo di dialoghi ma ricco di scene, come fosse un film muto; è una sceneggiatura cinematografica realizzata a teatro, in cui flash-back e passaggi immediati dagli USA alla Sicilia si realizzano con la medesima estemporaneità che si avrebbe in un film.

29 aprile
Requiem per Chris
Enrico Rava Quintet
Sergio Rubini
Auditorium Parco della Musica – Sala Sinopoli
Via P. de Coubertin, 34
Ore 21.00
Biglietto unico: 25 €
Infoline: 06.8082058

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 23-29.04.2009-

Tre attrici cercano il Male

Un dramma biografico su Edgar Allan Poe è solo il pretesto per attirare tre attrici spiantate alla ricerca di una scrittura. Parte da qui Poe – Discesa all’inferno, spettacolo di Tommaso Basetti e Pierpaolo Brunoldi in scena dal 28 al 30 aprile al Teatro India, con la regia di Antonio Santoro.
Le tre donne, infatti, una volta abbindolate, vengono sadicamente rinchiuse in una cantina da un maturo scrittore paraplegico e dal suo perfido assistente; il gioco da portare avanti è, per loro, una rappresentazione che rasenta la sottile tortura psicologica, al fine di indagare l’animo umano. Adoperando i temi biografici del poeta statunitense, dunque, i due malvagi uomini creano una trappola per topi, per stanare i fantasmi nascosti negli angoli remoti della memoria delle tre malcapitate.
Ecco, poi, la discesa all’inferno: le donne, rispecchiandosi nei personaggi che di volta in volta sono costrette ad interpretare, sono parallelamente obbligate dai loro aguzzini psicologici a misurarsi con paure e dolori fino ad allora tenuti nascosti, in un vortice discendente verso i meandri più reconditi dell’anima.
Necessaria, alla fine di questo viaggio doloroso, si fa la scelta tra bene e male, parti entrambe presenti in ogni individuo, sebbene a volte ci si sforzi per nascondere questo lato oscuro; è d’obbligo, infatti, in questo gioco al massacro, scavare dentro di sé ed affrontare le paure e i lati più nascosti, esplorare quella parte di “male” che è congenita, anche se latente. Scoprire anche il male, quindi, per capire se ciò che s’è scelto per la propria vita è stato dettato davvero dalla propria natura.

Dal 28 al 30 aprile
Poe – Discesa all’inferno
Teatro India
Lungotevere dei Papareschi, 1
Ore 21.00
Biglietti: posto unico 15 € intero, 12 € ridotto
Infoline: 06.684000346


-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 23-29.04.2009-

17 aprile 2009

La Buenos Aires di Bacalov

Un omaggio alla sua Buenos Aires va in scena dal 21 al 26 aprile al Teatro Ambra Jovinelli, ad opera di Luis Bacalov. Il maestro e compositore argentino, con Mi Buenos Aires Querido, ha scelto musica, parole, poesia e ballo per un viaggio nei luoghi più significativi e poetici della città porteña.
La musica, naturalmente, è il fulcro del viaggio; e il Tango, dal canto suo, è il simbolo non solo del Paese, ma anche della commistione di generi artistici alle sue origini che ha portato autori di opere teatrali a scrivere anche letras di Tango, com’è accaduto, ad esempio, per Santos Discepolo, Contursi e Manzi. Non solo letras de Tango, ma anche composizioni originali di Bacalov, come Fundacion mitica de Buenos Aires -ispirata dalla poesia omonima di Borges-, tanghi strumentali e cantati degli Anni’30 e l’innovazione di Piazzolla ne sono la colonna sonora.


Una traduzione simultanea delle letras di tango, poi, spiega i testi dei tanghi, spesso racconti della vita di quegli anni, mentre il testo teatrale scritto da Bacalov e da Carlos Sessano descrive i fatti che hanno caratterizzato i cambiamenti di Buenos Aires negli anni.
Il tango anche come danza vede poi coinvolti una coppia di ballerini che interpreta i vari stili a seconda dei brani e dei periodi storici, mentre la danza contemporanea della Danza del duelo di Bacalov, coreografata dalla figlia Anna Paola, svela la legge del pugnale.
Non volendo trascurare nulla, infine, un racconto per immagini video, foto di repertorio e filmati ricompone il puzzle di Buenos Aires, terra di emigranti e di ogni Paese che ha contribuito a popolarla.

Dal 21 al 26 aprile
Mi Buenos Aires Querido
Teatro Ambra Jovinelli
Via Guglielmo Pepe, 43
Dal martedi al sabato ore 21.00; domenica ore 17.00
Biglieti: da 10 € a 30 €
Infoline: 06.492715222

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 17-23.04.2009-

Selvaggia-mente facendo..

Les Ballets Russes al Teatro dell’Opera

Dal 17 al 22 aprile, al Teatro dell’Opera, va in scena la seconda parte dedicata ai balletti di Diaghilev dei Ballets Russes; Pulcinella, La chatte, Oarade e Le scare du Printemps costituiscono il polposo programma delle serate, che godono dell’esecuzione musicale dell’Orchestra del Teatro dell’Opera, diretta dal Maestro David Coleman.
Avendo avuto il grande merito d’aver ospitato per primo in Italia i lavori di Diaghilev, il Teatro Costanzi celebra con il ciclo dedicato ai Ballets Russes sia la lungimiranza dei direttori artistici d’allora, sia, soprattutto, lo spessore rivoluzionario di questi balletti, parte della storia della danza.

Dal 17 al 22 aprile
Les Ballets Russes
Orchestra e Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma
David Coleman direttore
Teatro dell’Opera
Piazza Beniamino Gigli, 7
17 e 21 aprile ore 20.30; 18 aprile ore 18.00; 19 aprile ore 17.00; 22 aprile per le scuole
Biglietti: da 13 € a 58 €
Infoline: 06.4817003



Mi Vida all’Ambra Jovinelli

La compagnia di flamenco Cristina Benitez presenta all’Ambra Jovinelli, dal 17 al 19 aprile, lo spettacolo Mi Vida, nato come opera musicale e poi sviluppatosi coreograficamente intorno ad un canovaccio narrativo a trattti autobiografico, scritto dalla Benitez.
Sul palco 9 ballerini, 4 musicisti e 2 cantores, impegnati a delineare le tappe dell’opera (Infanzia, Lotta, Sofferenza e Amore), in un percorso che dalla nascita si svolge attraverso le normali avversità dell’esistenza, e dove la danza ha una funzione catartica, oltre che narrativa.

Dal 17 al 19 aprile
Mi Vida
Teatro Ambra Jovinelli
Via Guglielmo Pepe, 43
17 e 18 aprile ore 21.00; 19 aprile ore 17.00
Biglietti: da 10 € a 30 €
Infoline: 06.492715222


A tutta danza al teatro Vascello

Doppio assolo di danza contemporanea in programma al Teatro Vascello dal 15 al 19 aprile; in scena, Non trascuro, di e con Sara Simeoni, e Deforme caos di forme armoniose, di e con Caterina Inesi. Due viaggi all’interno di se stesse; l’uno “nella cavità formatasi nel polmone sinistro”, dove il silenzio diventa canto e danza, l’altro nella “bolla di solitudine” che deriva dallo scontro tra la realtà e il proprio sentire, quella disarmonia alla base del necessario continuo movimento per poter sopravvivere alle incongruenze.


Dal 15 al 19 aprile
Non trascuro, di e con Sara Simeoni
Deforme caos di forme armoniose, di e con Caterina Inesi
Teatro Vascello
Via G. Carini, 78
Da giovedi a sabato ore 21.00; domenica ore 17.00
Biglietti: 12 € intero, 10 € ridotto
Infoline: 06.5881021


-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 17-23.04.2009-

Romeo e Giulietta: la rivolta di Berlioz

Torna sul podio dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia uno dei direttori d’orchestra più amati e più apprezzati: Lorin Maazel, direttore della New York Philarmonic. E lo fa con uno dei compositori più congeniali al suo spirito eclettico, Berlioz; del francese, Maazel ha scelto la Sinfonia drammatica Roméo et Juliette, per soli, coro e orchestra.
Pur apprezzando le composizioni di poeti e letterati, Berlioz, però, nel comporre il suo Romeo e Giulietta non scelse la via del teatro d’opera; nessuno dei solisti vocali, cui è concesso un tempo limitato per durata, infatti, impersona i due giovani amanti, ma coro ed orchestra sono piuttosto chiamati ad illustrare ed esaltare i momenti più significativi della vicenda.
La parola chiave delle sette parti della sinfonia drammatica di Berlioz è la passione, che pulsa dalle note e fa scaturire una narrazione che sembra discostarsi molto dalla drammaticità shakespeariana. Sottolineando l’importanza dell’aspetto strumentale chiamandola Sinfonia drammatica, Berlioz sfrutta infatti ai massimi livelli le possibilità armoniche dell’orchestra, rendendola vera protagonista del dramma; l’orchestra, anche quando il protagonista è il solista vocale, non si limita ad accompagnarlo, bensì ad amplificare la forza espressiva delle sue parole. Coro e solisti dunque, al servizio dell’orchestra, e non il contrario.
La grandezza di Berlioz è rendere gli eventi che portano alla morte dei due giovani come fatti ineluttabili, indipendenti dalla loro personale vicenda; un emozionante racconto atemporale degli eventi, dunque, avrà in Maazel un eccezionale regista.

18, 20 e 21 aprile
Roméo et Juliette di Berlioz
Lorin Maazel direttore
Orchestra e Coro dell’Accademia di Santa Cecilia
Auditorium Parco della Musica – Sala Santa Cecilia
Via P. de Coubertin
18 aprile ore 18.00
20 aprile ore 21.00
21 aprile ore 19.30
Biglietti: dai 18 € ai 47 €
Infoline: 06.8082058


-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 17-23.04.2009-

610 dalla radio al teatro

Ridere oltre i cinque sensi, o meglio, ridere sul non sense.
Questa la ragione della due giorni, il 20 e 21 aprile, dedicata alla comicità, specialmente romana; un non sense che prende spunto dal patrimonio artistico di petroliniana memoria e che si realizza in uno spazio finora mai sfruttato da questo filone dello spettacolo, ossia l’Auditorium Parco della Musica.
Nella sua Sala Sinopoli, dunque, con la “non direzione artistica” e la complicità del rinomato e strepitoso duo Lillo&Greg, attori professionisti, musicisti, fantasisti e giovani artisti emergenti si alterneranno sul palco intervallati dalla “non conduzione” di Massimo Bagnato.
Ne saranno protagonisti Nino Frassica, Neri Marcorè, Alex Braga innanzitutto, ma anche altri tredici artisti, oltre ai Blues Willies, la formazione al completo dei Latte e i Suoi Derivati, Freak Antoni e Rimbamband.
Nella speranza di poter fare di Senso Zero un appuntamento fisso con cadenza annuale, la squadra del fortunato programma radiofonico Sei Uno Zero si è pertanto messa all’opera sfruttando le collaborazioni del suo organico al completo, composto da Fabio Brasile, Fabrizio Trionfera e Lucia Mosca (rispettivamente pigmalione, progettista-regista e curatrica del programma radiofonico), oltre che la bravura di Alex Braga e Lillo&Greg, che ne sono autori e protagonisti.
Per farsi un’idea di ciò che è il senso zero della comicità italiana si potrebbe riguardare qualche famoso sketch di Cochi e Renato oppure di Enzo Jannacci, ma perché non lasciarsi simpaticamente indottrinare da questa banda di “non comici”?

20 e 21 aprile
Senso Zero
Auditorium Parco della Musica – Sala Sinopoli
Via P. de Coubertin, 34
Ore 21.00
Biglietti: da 16.50 € a 31.50 €
Info:
http://www.sensozero.it/

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 17-23.04.2009-

Montezuma, il capolavoro ritrovato

Vivaldi chiude la stagione dell’Accademia Filarmonica Romana il 23 aprile al Teatro Olimpico, con Montezuma, opera realizzata in forma di concerto dal Complesso Barocco diretto da Alan Curtis.
Un cast internazionale di solisti composto da Vito Priante, Mary-Ellen Nesi, Ann Hallenberg, Laura Cherici, Martina Ruping e Theodora Baka presenta per la prima volta a Roma l’opera ritenuta dispersa e recentemente ricostruita proprio da Curtis e Alessandro Ciccolini.
All’Olimpico, dunque, una delle rare possibilità d’ascoltare la storia del regnante prigioniero del conquistador Hernàn Cortès, Montezuma, probabilmente l’ultimo libretto scritto per Vivaldi.

23 aprile
Montezuma di Antonio Vivaldi
Complesso Barocco
Alan Curtis direttore
Teatro Olimpico
Piazza Gentile da Fabriano, 17
Ore 21.00
Biglietti: da 15 € a 25 €
Infoline: 06.3265991

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 17-23.04.2009-

03 aprile 2009

Carmina Burana...e lo sberleffo diventa danza



Dal 3 al aprile approda all'Ambra Jovinelli la formazione della Spellbound Dance Company con uno dei suoi lavori più interessanti: i Carmina Burana. Questi ultimi vennero ritrovati in un manoscritto nell'abbazia di Benediktebeuren e sono componimenti di vario genere, di stampo goliardico, burlesco ed irriverente nei confronti del clero e dei tempi dissoluti, composti da autori anonimi.
La convivenza di sfrenatezza e sobrietà propria dei componimenti, viene ripresa da Mauro Astolfi, direttore della Spellbound Dance Company, per dare vita ad una coreografia in cui questi due poli siano entrambi presenti: come divisa in tre momenti, si passa infatti da una brutale aggressione sotto la pioggia battente ad una parte irriverente e grottesca che allude alle giullarate, per poi concludere, in una taberna-bordello, con lo scatenamento delle passioni.
Un grande armadio ed una tavola sono i due simboli metafisici chiave del balletto; il primo diventa luogo di memorie, segreti e scheletri da nascondere, il secondo è invece il suo contrario, l'altare sacrificale della terrena voluptas, dove i corpi sono identificati come cibo tentatore.
La scelta di Astolfi di coreografare quest'opera imponente è nata da un desiderio di reinterpretare dei canti di per sé affascinanti, resi ancora più noti dalle musiche appositamente composte su di essi da Karl Orff. Oltre all'omonima composizione di Orff, dunque, anche brani tratti da la Passione Medioevale di Caracciolo e dal Dixit dominus di Vivaldi completano la colonna sonora della danza, che si pone l'obiettivo di riunire e completare con le movenze lo spirito dei Carmina Burana.

Dal 3 al 5 aprile
Carmina Burana
Spellbound Dance Company
Teatro Ambra Jovinelli
Via Guglielmo Pepe, 43
Ore 21.00; la domenica ore 17.00
Biglietti: dai 10 € ai 30 €
Infoline: 06.492715222

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 3-16.04.2009-

Piovani dirige Piovani

Nicola Piovani, nella duplice veste di direttore d'orchestra e compositore dei brani eseguiti, sarà il protagonista del concerto in programma l'11 aprile all'Auditorium Parco della Musica.
Piovani dirige Piovani, dunque, nelle più belle musiche da cinema composte dal musicista romano, eseguite per l'occasione dall'Orchestra di Roma Sinfonietta che mette a disposizione un ensamble di 76 elementi.
Immancabili nel programma, naturalmente, la colonna sonora del film La vita è bella, premiata con l'Oscar nel 1999, ma anche le musiche composte per i più importanti film di Nanni Moretti, ossia La stanza del figlio, Caro Diario e La messa infinita (non a caso, brani qui raccolti sotto la dicitura di Suite Moretti); ed ancora, le colonne sonore composte per Good morning Babilonia e La notte di San Lorenzo dei fratelli Taviani e per Ginger e Fred e La voce della luna di Fellini.
In una nuova ed inedita veste verranno eseguite anche altre musiche a sorpresa, cercando di ripercorrere i momenti salienti della carriera di Piovani, sia dal punto di vista delle onorificenze conseguite, sia da quello degli incontri personali che maggiormente ne hanno influenzato la produttività artistica.

11 aprile
Piovani dirige Piovani
Nicola Piovani direttore
Orchestra Roma Sinfonietta
Auditorium Parco della Musica - Sala Santa Cecilia
Ore 21.00
Biglietti: da 20 € a 30 €
Infoline: 06.80241281

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 3-16.04.2009-

Il flamenco di Gades

Grandi festeggiamenti dal 7 all'11 aprile, al Teatro Olimpico, per la Compania Antonio Gades. In occasione, infatti, del 35° anniversario del balletto Nozze di Sangue, creato proprio al Teatro Olimpico nell'aprile del 1974, saranno messi in scena due diversi spettacoli, pietre miliari della prestigiosa produzione della Compagnia.
Dal 7 al 9 aprile, dunque, verrà rappresentato Carmen, il balletto ispirato all'opera di Prosper Mérimée con la coreografia e la regia di Antonio Gades e Carlos Saura, simbolica continuazione del lavoro che essi fecero insieme per la realizzazione del film Carmen Story del 1983. Nel corso della più di un'ora di durata di Carmen, si evidenzia il talento che devono avere gli interpreti per poter sostenere un così lungo periodo di performance d'alto livello.
Alle musiche di Bizet, Gades ha aggiunto brani suoi, del Maestro Penella, di Garcia Lorca, Solera e Freire, con un affiancamento di musica registrata e dal vivo, realizzata da un ensemble di chitarre.
Il 10 e l'11 aprile, invece, verranno riproposti i balletti Nozze di sangue e Suite Flamenca. Il primo dei due, un classico della produzione artistica della compagnia, è composto da sei diverse scene e fu ispirato a Bodas de Sangre di Federico Garcìa Lorca, che a sua volta prese spunto da un evento di cronaca accaduto a Nijar nel 1928. Per Gades, questo balletto è un omaggio a Lorca ed alla sua abilità nel descrivere la cultura mediterranea e il popolo andaluso.
Suite Flamenca, infine, è la chiusura di ogni spettacolo di Gades, essendo un concentrato di energia, alta tecnica e poetica vitalità; si tratta infatti di una serie di numeri di danza -quali le bulerias, la farruca, lo zapateado, il tanguillo, il tangos de malaga e la rumba-, atti a dare un'idea completa e veritiera di ciò che è il flamenco.

Dal 7 al 9 aprile
Carmen
10 e 11 aprile
Nozze di sangue - Suite Flamenca
Compania Antonio Gades
Teatro Olimpico
Piazza Gentile da Fabriano, 17
Ore 21.00
Biglietti: da 22 a 31 €
Infoline: 06.3265991

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 3-16.04.2009-